giovedì 19 giugno 2008

Gli editoriali di Libero

Presa di posizione dura, intollerante, anche un pò razzista. Dalle pagine di Libero, attraverso gli editoriali di Vittorio Feltri (leggi), piovono le accuse ai campani, "piagnoni e superbi". Devotamente dediti all'attività "del lamento e del piagnisteo" che funziona sempre. Il direttore di Libero si dice stanco e indignato da questo atteggiamento stantio di immobilismo e sarebbe tentato a gettare la spugna (un pò come Giorgio Bocca nell'editoriale del venerdì di Repubblica del 13 giugno). E il ragionamento fila: se non si impegnano loro a fare la raccolta differenziata e a risolvere il problema della monnezza quantomeno autorizzando l'allestimento di discariche nel cuore di riserve naturali o a pochi passi dai centri urbani densamente popolati, giusto per far fare bella figura all'Italia con la scusa di aver tolto almeno la monnezza dalle strade, perchè dovrebbe pensarci qualcun altro a ricolvere il problema?

Vittorio Feltri trascura qualche dettaglio. Quelli che parlano dell'emergenza rifiuti, dal primo all'ultimo, scrivono gli articoli dell'ambiente sbiadito di una redazione, attaccati alla tastiera e rielaborano con maggiore o minore competenza stilistica le stesse notizie delle agenzie stampa. Non sanno com'è veramente la situazione. Non vogliono sapere che domenica i tecnici che studiano la fattibilità di allestimento di una discarica a Chiaiano si pronunceranno in contemporanea con la partita di calcio della nazionale. Come hanno fatto per il raggiungimento della falda acquifera. I meridionali sono così, passionali, e si distraggono facilmente con altri interessi.
"Ma anche se ci sarà l’annuncio che tutto è stato risolto" annuncia Ivo Poggiani, uno dei leader dei Comitati , all'interno di una articolo pubblicato soltanto dal quotidiano Il Mattino (leggi)"non andremo a casa. La partita non si chiude unilateralmente". E' giò pronta una marcia popolare da Acerra a Napoli per uscire dall'emergenza rifiuti in Campania. È I 1000 del Si, l'iniziativa promossa per sabato dal coordinamento regionale rifiuti della Campania e dalla Rete Campana Salute e Ambiente. "La marcia - si legge in una nota diffusa dai promotori - vuole dimostrare che per ogni no che opponiamo a scelte sbagliate, come megadiscariche ed inceneritori, esistono tanti si a provvedimenti efficaci e ragionevoli per togliere l'immondizia dalle strade senza danneggiare ulteriormente il territorio regionale e così uscire definitivamente dall'emergenza".
Numerose le proposte alternative all'ennesima ferita che il governo si appresta a infliggere alla regione flagellata dalla tragedia della monnezza:

  • riduzione immediata di imballaggi e monouso superflui,
  • l'avvio della raccolta differenziata porta a porta a partire dalla separazione tra secco e umido (il resto è possibile effettuarlo in appositi siti di stoccaggio con un risparmio di tempi e risorse oltre che semplificazione della gestione di raccolta)
  • la realizzazione di impianti di compostaggio
  • la riconversione degli impianti cdr in strutture per il trattamento meccanico-biologico
  • la bonifica dei territori devastati dai rifiuti tossici

Secondo Vittorio Feltri, invece, "è assurdo che il popolo non accetti l'idea che servano le discariche e gli inceneritori per risolvere il problema". A lui l'alternativa sembra "vivere come ratti nella sporcizia". Come se l'unica situazione possibile sia ammazzarsi lentamente con le polveri sottili emesse dagli inceneritori, come se non lo stessero già facendo i tumori causati dai rifiuti tossici. Tertium non datur. Eppure non è così.

Il tertium l'ha dato Berlusconi. "Appena entrato a Palazzo Chigi ha cercato di mantenere quanto aveva promesso: ghe pensi mi".

Ha nominato Guido Bertolaso commissario conferendogli i poteri necessari (Bertolaso era già stato supercommissario e la sua vice è indagata per la cattiva gestione dell'emergenza); ha indicato i siti da cui ricavare le discariche (gli stessi già indicati in precedenza e risultati non idonei perchè già inquinati o già saturi); ha stabilito i tempi di realizzazione dei termovalorizzatori (come se fossero la panacea per tutti i mali e non l'ennesi danno che alimenta il business delle ecomafie); ha stanziato somme adeguate (che la Lega, con l'emendamento proposto al dl sull'emergenza rifiuti, pretende che la Campania restituisca, "per sensibilizzare la buona gestione dei politici locali" e far pagare ai campani lo scotto delle malefatte delle industrie del nord).


Le proteste dei cittadini che manifestano democraticamente le loro ragioni sono in realtà "il belato dei codardi che incita i prepotenti ad alzare la voce.

Napoli invocava lo Stato? Eccolo, lo Stato. Il suo compito è garantire l'ordine, e l'ordine sarà ripristinato. Siccome dal '68 l'Italia è abituata ad abbassare la testa (con un atteggiamento che, forse, sembrerebbe democratico), è il momento di farsi rispettare. Pazienza per la Campania, che sarà la prima di una lunga serie di regioni a cui impartire la punizione per l'anarchia che si è respirata per quarant'anni.
"Coraggio, signor premier, tenga duro. Siamo con lei".

1 commento:

Talca en Frecuencia ha detto...

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Have a nice day
Bye.
Patricia.