venerdì 6 giugno 2008

Rifiuti tossici: adesso li esportiamo in Germania

Gli impianti di smaltimento dei rifiuti tedeschi hanno aperto le porte (e riempito il portafogli grazie) ai rifiuti italiani. Ogni settimana sono tra 8 e 10 i treni che oltrepassano la frontiera destinati ad alimetnare lo smaltimento dei rifiuti d'oltralpe. La Germania ci lucra su, ma pensa anche alla salute dei sui cittadini. Di regola, nei "termovalorizzatori" dovrebbe essere smaltito soltanto il CDR, combustibile appositamente trattato privo di alcuna frazione organica o di rifiuti particolarmente inquinanti se combusti.
In base agli ultimi accordi internazionali, i tedesci hanno deciso di essere meno permalosi sulla spazzatura partenopea: vada per il "talequale" (rifiuti comuni indifferenziati) per un periodo limitato. Con il sistema tedesco, riescono comunque a differenziare la mondezza e bruciano il resto per farne energia (rivendendoci il risultato di entrambi i trattamenti). Gli ultimi controlli però hanno trovato qualcosa di più grave nel "talequale": la città di Amburgo ha sospeso temporaneamente la smaltimento dei rifiuti campani dopo aver trovato in un carico, questa settimana, tracce di radioattività superiori ai normali livelli riscontrati nell'ambiente: probabilmente, una busta contenente esami radiologici, o altri materiali provenienti da una struttura sanitaria. A rivelarlo è stato Reinhard Fiedlier, il portavoce della società che smaltisce l'immondizia proveniente dalla regione italiana.
Dalle indiscrezioni che filtrano dal commisariato per l’emergenza rifiuti, le tracce diradioattività contenute nei rifiuti inviati in Germania sarebbero dovute alla presenza di «Iodio 131» che viene utilizzato nelle scintigrafie, un esame di medicina nucleareche serve a diagnosticare il tumore osseo e il cancro alla tiroide.
Stop al business? Dipende. Il prossimo treno è atteso ad Amburgo per la settimana prossima, "ma se non riceviamo la lettera prima non lo accetteremo, lo rimanderemo indietro". Significa soltanto spese su spese di controlli per verificare la non radioattività di centinaia di tonnellate di rifiuti. Qualcuno, da qualche parte, dovrebbe davvero passarsi una mano sulla coscienza e riflettere se davvero vale la pena di infliggere questa ennesima crocifissione alla sua gente.

giovedì 5 giugno 2008

La telefonata di Berlusconi


I treni carichi dei rifiuti campani hanno intrapreso il cammino in direzione della Germania ed entreranno a pieno regime dal prossimo lunedì. Con precedenza alle aree del centro "per l'imminente inizio della stagione turistica", precisa il presidente del consiglio Berlusconi a telefono con il superministro De Gennaro. Non sia mai che si facesse brutta figura con gli stranieri che si azzardano a passare le vacanze da quelle parti!
Per questa settimana il Premier non sarà a Napoli. Lo trattengono nella capitale seri impegni parlamentari. Il mondo non può girare attorno alla monnezza anche se Silvio, durante la campagna elettorale, aveva promesso di risolvere l'emergenza in due mesi o almeno di trascorrere nel capoluogo campano 3 giorni a settimana. Di svolgere lì tutti i consigli dei ministri del nuovo governo.
Oggi si è accorto che la situazione è più difficile di quanto immaginasse (in realtà lo sapeva, visto che ha governato già per 7 dei 14 anni di emergenza) e si è giustificato dicendo di non avere la bacchetta magica. Adesso comincia a diradare le passeggiate sotto il Vesuvio: costano troppo, ed è meglio non far arrabbiare il gigante addormentato. Più veloce ed efficace (per quello che serve) una riunione a Palazzo Chigi con il Sottosegretario Guido Bertolaso, con il Sottosegretario Gianni Letta e in contatto telefonico con il Commissario Gianni De Gennaro. "Per una serena ed obiettiva valutazione delle determinazioni adottate dal Governo al fine di risolvere l’emergenza rifiuti in Campania". Significa tutto e niente. La chiameranno "interpretazione creativa", ognuno la riempirà dei contenuti che più gli sono comodi.
Intanto il Prefetto De Gennaro ha reso edotto il Presidente del Consiglio sul collaudo in corso per il sito di conferimento dei rifiuti di Savignano Irpino (Avellino) presso il quale il conferimento potrà iniziare sin dai primi giorni della prossima settimana, mentre durante quella successiva sarà attivato il sito di Sant’Angelo Trimonte (Benevento).Attualmente sono operativi i siti per lo stoccaggio dei rifiuti di Ferrandelle e la discarica di Macchia Soprana, una nuova piazza di deposito è in fase di attivazione a Maruzzella.

Rifiuti tossici, si sapeva dal 2004

Fra le scorie smaltite illecitamente nel raggio di 120 ettari tra la provincia di Napoli e Caserta risultano olii minerali, piombo, scorie saline, schiumature di alluminio, polveri di abbattimento dei fumi degli altoforni. La Commissione del Procuratore Nazionale Antimafia in un documento parlamentare del marzo 2004 fa esplicito riferimento a "circa un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dalla Toscana e dal Veneto". Lo sfruttamento del territorio da parte delle organizzazioni criminali, descrive "il quadro, ad un tempo, desolante e preoccupante" emerso dalle indagini. Il documento delinea un territorio "martoriato e inquinato".

Nella sola località di Calabricito, ad Aversa (sede del termovalorizzatore), secondo i dati riferiti dall'Ansa "i parametri di sicurezza risultano superati centomila volte". La relazione riferisce di decine di indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti, truffa aggravata e disastro ambientale. E' molto forte l’allarme per il ruolo preminente assunto nel traffico dei rifiuti in Campania dalla criminalità organizzata che ne ha fatto uno dei terreni privilegiati di attività. La relazione cita ampiamente audizioni dei magistrati della Procura di Napoli e vari documenti.

L'odore dei soldi più forte della monnezza

"Pecunia non olet" è l’esordio latino di un post di beppe grilo che parla di mondezza, rifiuti tossici e cattiva gestione dell’emergenza spazzatura in tutta Italia. Significa che i soldi non puzzano, anche se sono guadagnati con rifiuti.
Lo dimostra tutta l'industria italiana che ricorre da anni al sussidio pubblico, in modo più o meno diretto. Piccole, medie e grandi imprese, quando sono in crisi, ricorrono alla cassa integrazione per i dipendenti, e lo stato paga attingendo nele tasche dei contribuenti. Per smaltire le scorie industriali risparmiano connivenza con la camorra, che li getta nei campi di contadini accondiscendenti, e lo stato paga sotto forma di spese per la bonifica (quando viene fatta). I più furbi hanno capito al volo il grosso giro di denato che ruota attorno al business dei rifiuti e si sono catapultati nel cuore dell'emergenza come pii e disinteressati salvatori. Manco si trattasse di Chanel n° 5, per citare Grillo.
Il post di Beppe Grillo punta il dito ancora una volta sul CIP6, il 7% del valore della bolletta elettrica che chiunque abbia un contratto di fornitura energetica è costretto a pagare "per finanziare i fondi di energie rinnovabili". Una tassa occulta di cui beneficiano anche industiali che bruciano residui petrolieri e rifiuti. Essere proprietario di un inceneritore in Italia, oggi, è un affare.
Più Cdr bruci, più produci energia e più ricevi spovvenzionamenti statali attraverso il CPU6. Con alti costi per la popolazione che attorno ai sedicenti termovalorizzatori è costretta suo malgrado a vivere, ma questo importa poco a chi pensa al business che passa sotto le mentite spoglie di chi pensa a ristabilire l'equilibrio nel sistema di raccolta dei rifiuti.

A questo proposito Beppe Grillo cita la neo presidente di Confindustria Emma Marcegaglia (Grillo la chiama MarceKalì, alludendo alla divinità indiana moglie di Siva che si nutre di cadaveri), nel suo discorso di insediamento: "I sistemi di gestione dei rifiuti sono molto vicini al collasso in molte regioni, anche perché si dice no ai termovalorizzatori, attivi in tutti gli altri Paesi. Paghiamo i costi più alti d'Europa per l'energia.” Strano, perché la signora Marcegaglia di rifiuti ne dovrebbe sapere qualcosa, visto che ha tre impianti di incenerimento per “combustibile da rifiuti”(CDR) in fase di realizzazione (Massafra, Manfredonia, Modugno), si è poi aggiudicata “l’affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico di recupero energetico a servizio dei bacini di utenza Lecce1, 2 e 3 ” e gestisce anche la “Filiera Rifiuti Speciali Oikothen” di Augusta, con autorizzazione peraltro sospesa da regione Sicilia e Comune di Augusta, ed in altra “colonia” meridionale, a Cutro, in Calabria, ha già in attività una Centrale elettrica“a biomasse”.


Chiaiano e la poesia della monnezza

Politici e commissari straordinari promettono di salvare la Campania dal problema rifiuti e, immancabilmente, rimangono invischiati nella monnezza.
I giornalisti osservano e commentano, spesso turando il naso, senza sporcarsi troppo le mani.
Se ne parla stasera ad Annozero, su Rai Due. Sul sito http://www.chiaianodiscarica.it/ è trasmessa in diretta on line la manifestazione di chi dice no alla creazione di una discarica all'interno di un centro urbano densamente abitato. No alla discarica di Chiaiano e alle altre soluzioni tampone di un problema serio.

Tutti se sciacquano a vocca ca munnezza
Manco fosse na prelibatezza.
Berlusconi ne ha fatto un cavallo di battaglia
con sadismo e piglio da canaglia.
L’ha sbandierato ai quattro venti,
non l’ha tralasciato un momento.
Ne ha fatto una questione morale
durante la campagna elettorale.
Ma ogni buon proposito promesso
è diventato di Chiaiano la scommessa.
Con nostra grande gioia
il cavallo sta diventando di troia
dalle cui visceri con prontezza
sta uscendo altra monnezza.
È incriminata,non per caso,
la vice di Bertolaso.
Travolto in un giro di danza
c’è anche il Prefetto Panza
senza parlare del passato affocato nel percolato.
Berlusconi e Veltroni la fanno da Padroni,
alla guida della nave
vogliono trasformare la cava.
Ma Mugnano, Chiaiano e Marano
passeranno alla stori
con giusta vittoria.
Berlusconi la smetta
di raccontare balle,
la smetta di confezionare ecoballe,
scenda da cavallo e
chiuda in bellezza
facendo il Gallo sulla Monnezza.
Luigi, Parco Poggio Vallesana, Marano

mercoledì 4 giugno 2008

Rifiuti tossici? vengono dal nord

Rifiuti tossici? "Provengono per la maggior parte dalle region idel Nord". Parola di Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica in visita a Napoli per l'intitiolazione di un'aula dell'Università Suor Oresola Benincasa a Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra.
Che centra con i rifiuti tossici?
"Siani ci insegna che il giornalismo deve sempre essere al servizio della verità, superando ostacoli e paure", ha detto Simona Petricciuolo, 30 anni, napoletana, vincitrice del Premio Siani insieme a Roberto Saviano. E il giornalismo napoletano da anni sta denuncianto presenze sospette di rifiuti di dubbia provenienza: come fanno ad esserci rifiuti industriali tossici in una regione votata per l'80% all'economia agricola tra coltivazioni e allevamenti?

"Di questo l’opinione pubblica delle regioni del Nord ne siaconsapevole», ha sottolineato il presidente, con una vena di risentimento verso il rifiuto di troppe regioni italiane ad accogliere i rifiuti campani. Ci sono stati traffici per sistematici trasferimenti di rifiuti tossici altamente pericolosi dalle industrie del nord nel territorio campano -spiega il presidente parlando con i giornalisti - con una attiva cogestione da parte della camorra». Nell’attuale situazione non è minacciata solo la salute di un quartiere ma di «milioni di cittadini». E la soluzione «consiste nell’estirpare la criminalità e nell’eliminare la piaga dei traffici camorristici riprendendo la strada per creare le condizioni per un ordinato ciclo di smaltimento con soluzioni urgenti e non più rinviabili».

Ci copiano la monnezza

A Tradate, un comune in provincia di Varese con poco meno di 16 mila abitanti e il 60% di raccolta differenziata, la monnezza trabocca dalle porte, fa capolino dalle finestre e invade il marchiapiedi. Come nella provincia di Napoli e Caserta. Solo che quella è monnezza taroccata, accuratamente selezionata, differenziata, imballata e infilata in un edificio in disuso da 10 anni che si trova a pochi passi dal municipio. Una provocazione e una discriminazione, l'ennesimo sfregio a chi vive davvero il disagio dei rifiuti con tutti i danni ambientali e sanitari che ne derivano.
«Tradate deve migliorare la propria percentuale di raccolta differenziata, ferma al 45 per cento – si è giustificato il sindaco Stefano Candiani, che milita nelle fila della Lega Nord – questo servirà a far capire dove andremo a finire se non prestiamo maggiore attenzione a come differenziamo i rifiuti. Dobbiamo arrivare almeno al 60 per cento in breve tempo».
L'installazione artistica - come la chiamano loro - realizzata dal fotografo Moreno Di Trapani è stata collocata su corso Bernacchi, nell’edificio dell’ex Mattone, lo scorso fine settimana. Rimarrà lì per due mesi. Il tempo di spegnere la curiosità. A inizio agosto non ci sarà più niente e quando tornerà la nebbia nel cuore della Val Padana il trucchetto di Candiani sembrerà soltanto uno scherzo di inizio estate (se mai comincerà l'estate nel nord Italia). Speriamo che nel frattempo Bertolaso, o chi per lui, la monnezza in Campania si trasformi soltanto in un brutto ricordo.