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giovedì 17 luglio 2008

Qual'è la vera faccia di Napoli?

Qual'è la vera faccia della Campania?

Faccio appello ai "venticinque lettori" di manzoniana memoria. L'emergenza rifiuti è davvero finita? Tv, giornali e la stessa agenzia di stampa dicono a gran voce che la monnezza è solo un brutto ricordo. I miei occhi dicono che non è così, ma forse ho problemi di vista. Il mio appello è a improvvisarvi fotoreporter di tutto quello che resta non detto dalla stampa nazionale. La controinformazione arriva dalla gente.
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martedì 15 luglio 2008

"Padre, non li perdonare"



"Padre non perdonare loro perchè sanno quello che fanno". Recita così lo striscione che i manifestanti di Chiaiano hanno esteso da una panca all'altra del Duomo di Napoli, trattenendosi a pregare in ginocchio sulla scalinata di marmo che porta all'altare (leggi l'articolo sul Corriere del Mezzogiorno).
Sotto la scritta c'erano i volti di tutti i colpevoli, senza distinzione di bambiera politica: il sindaco di Napoli Iervolino, il governatore Antonio Bassolino e il rpesidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ma anche il sottosegretario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso e l’ex supercommissario straordinario Gianni De Gennaro.
Sono arrivati in centro quasi cento anime per parlare con lui, il cardinale Sepe. Volevano fargli una piccola, semplice domanda: "La cava di tufo era di proprietà della curia di Napoli. Perchè l'hai venduta allo stato per farci una discarica?" Cosa vi hanno dato in cambio? Ma nessuno ha potuto fare nè la prima nè la seconda richiesta di chiarimento.
Il cardinale non ha concesso alcuna udienza. E così, nello stesso modo in cui erano pacificamente entrati nella chiesa che ospita le spoglie di San Gennaro, altrettanto pacificamente sono andati via dopo 5 ore di presidio. Con l'amaro in bocca e tanta delusione, perchè se neanche un servo di dio è più disposto ad accogliere le lagnanze di un gruppo di fedeli che cercano consolazione delle loro sofferenze nella chiesa (oltre a qualche spiegazione sul perchè il mondo funziona sempre nello stesso modo), allora vuol dire che i cittadini di Chiaiano hanno davvero toccato il fondo.

Berlusconi, però, rassicura il resto degli italiani: "Venerdì, durante il consiglio dei ministri a Napoli, annuncerò la fine dell'emergenza rifiuti".

venerdì 6 giugno 2008

La vergogna del DL sull'emergenza

Gli articoli del DL sull'emergenza rifiuti in Campania (leggi il testo integrale, quello approvato dal governo nella sua prima e unica seduta napoletana il 21 maggio 2008) sono un insulto dopo l'altro alla Costituzione italiana, alle normative dell'ordine pubblico e alle leggi emanate fino a questo momento. Sotto il velo di provvedimenti d'urgenza per risolvere un problema che governi di destra e di sinistra fanno rimbalzare da un anno all'altro i Superpoteri sono distribuiti a caso.
L'emergenza in Campania avrebbe dovuto essere risolta entro il 10 maggio, giorno di scadenza del mandato di Gianni De Gennaro. Invece il suo mandato è stato prorogato e ora il suo posto è stato preso da un nuovo Supercommissario si chiama Guido Bertolaso, di nuovo. Ricopre il ruolo di sottosegretario all'emergenza, in deroga alla legge del 20 luglio 2004 che vieta l'accumulo di cariche pubbliche. E, per la modica remunerazione di 86.500 euro nel 2008 e 173.000 euro nel 2009, risolverà il porblema della monnezza. Con alcuni piccoli accorgimenti.




  • E' autorizzato lo stoccaggio dei rifiuti presso qualsiasi sito temporaneo.

  • Provvede all'attivazione di siti per il deposito dei rifiuti anche in deroga a specifiche disposizioni legislative e regolamentari in materia ambientale.

  • Per indisoponibilità del servizio di raccolta può conferire l'incarico a altri soggetti idonei.

  • Autorizza la realizzazione di 3 termovalorizzatori: Acerra (NA), dove sarà avviata la combustione dei rifiuti "talquale" in derova alla valutazione di impatto ambientale del 9 febbraio 2005; Santa Maria La Fossa (CE) e Salerno. E' èrevista anche la realizzazione di un inceneritore all'interno del comune di Napoli, e il sindaco Iervolino è incaricata a individuare il sito idoneo entro 30 giorni.

  • Chi si introduce abusivamente nei luoghi deputati allo stoccaggio, manifesta contro le disposizione d'emergenza o in qualsiasi modo le ostacola verrà punito secondo l'art.682 del codice penale che prevede una pena da 3 mesi a 1 anno. Chi disturba il pubblico ufficio (art.340 c.p.p.) da 1 a 5 anni.

  • La Super procura di Napoli sarà l'unica a incaricarsi delle indagini contro i sospetti reati di malagestione dell'emergenza. In quest'ottica, è prevista la redistribuzione dei magistrati in servizio e la ricollocazione del personale amministrativo (vi dice qualcosa la storia del carabiniere che presentava dei rapporti ai propri superiori sulla mala gestine della raccolta rifiuti che è stata raccontata ieri da Travaglio ad Annozero?)

  • In deroga alla VIA (valutazione di impatto ambientale), Bertolaso convoca la conferenza dei servizi per decidere sui provvedimenti da approvare, ma alla fine decide come gli pare.

  • Il percolato sarà trattato negli impianti di depurazine delle acque reflue.

  • Saranno sciolti e unificati i consorzi di bacino di Napoli e Caserta incaricati di gestire la raccolta differenziata.

  • Sono possibili accordi con soggetti pubblici e privati per compensazioni ambientali, per un totale di 47 milioni annui.

La cessazione dell'emergenza è prevista inderogabilmente entro il 31 dicembre 2009. Ma non ci volevano soltanto due mesi?




giovedì 5 giugno 2008

La telefonata di Berlusconi


I treni carichi dei rifiuti campani hanno intrapreso il cammino in direzione della Germania ed entreranno a pieno regime dal prossimo lunedì. Con precedenza alle aree del centro "per l'imminente inizio della stagione turistica", precisa il presidente del consiglio Berlusconi a telefono con il superministro De Gennaro. Non sia mai che si facesse brutta figura con gli stranieri che si azzardano a passare le vacanze da quelle parti!
Per questa settimana il Premier non sarà a Napoli. Lo trattengono nella capitale seri impegni parlamentari. Il mondo non può girare attorno alla monnezza anche se Silvio, durante la campagna elettorale, aveva promesso di risolvere l'emergenza in due mesi o almeno di trascorrere nel capoluogo campano 3 giorni a settimana. Di svolgere lì tutti i consigli dei ministri del nuovo governo.
Oggi si è accorto che la situazione è più difficile di quanto immaginasse (in realtà lo sapeva, visto che ha governato già per 7 dei 14 anni di emergenza) e si è giustificato dicendo di non avere la bacchetta magica. Adesso comincia a diradare le passeggiate sotto il Vesuvio: costano troppo, ed è meglio non far arrabbiare il gigante addormentato. Più veloce ed efficace (per quello che serve) una riunione a Palazzo Chigi con il Sottosegretario Guido Bertolaso, con il Sottosegretario Gianni Letta e in contatto telefonico con il Commissario Gianni De Gennaro. "Per una serena ed obiettiva valutazione delle determinazioni adottate dal Governo al fine di risolvere l’emergenza rifiuti in Campania". Significa tutto e niente. La chiameranno "interpretazione creativa", ognuno la riempirà dei contenuti che più gli sono comodi.
Intanto il Prefetto De Gennaro ha reso edotto il Presidente del Consiglio sul collaudo in corso per il sito di conferimento dei rifiuti di Savignano Irpino (Avellino) presso il quale il conferimento potrà iniziare sin dai primi giorni della prossima settimana, mentre durante quella successiva sarà attivato il sito di Sant’Angelo Trimonte (Benevento).Attualmente sono operativi i siti per lo stoccaggio dei rifiuti di Ferrandelle e la discarica di Macchia Soprana, una nuova piazza di deposito è in fase di attivazione a Maruzzella.

venerdì 9 maggio 2008

Bassolino vs De Luca: politici a confronto

Salerno isola felice della Campania assediata dai rifiuti?
Tutto merito di Vincenzo De Luca, per la terza volta primo cittadino di Salerno. Nella classifica dei sindaci italiani è al primo posto tra i politici più amati dai propri concittadini, ed ha incrementato il numeo di consensi di 18 punti percentuali. Meglio anche del torinese Sergio Chiamparino, che quest’anno si è piazzato solo al secondo posto. De Luca ha vinto al primo turno le amministrative del 2006 con una lista civica, ma alle recenti politiche ha votato per il Pd. Sono della stessa pasta, lui e Rosa Russo Jervolino, ma hanno un diverso modo di applicare alla realtà gli obiettivi dello schieramento a cui appartengono.
Cresciuto politicamente nelle fila del Partito Comunista e orgoglioso di dire che “L’esponente più a destra, in consiglio, sono io”. Otto anni fa ha istituito le “ronde”: pensionati ex carabinieri ed ex sindacalisti presidiano i parchi e le aree pubbliche armati di cellulare. I venditori ambulanti extracomunitari sono stati trasferiti in un mercato etnico, ma chi continua ad essere abusivo è subito arrestato. Pulizia anche lungo le strade del lungo mare sulla via di Pontecagnano, dove in passato si davano appuntamento prostitute di tutte le nazionalità con i loro affezionati clienti.
A metà gennaio l’ex presidente del consiglio Romano prodi gli ha conferito i poteri di commissario per la realizzazione per l’impianto di trattamento finale dei rifiuti e, in poco più di tre mesi, il progetto è pronto: individuata l’area dove sorgerà il termovalorizzatore, i lavori saranno avviati con il supporto tecnico fornitogli dal sindaco di Torino.
Cavaliere senza paura, una macchia ce l’ha anche De Luca. Ma il parlamento ha avuto cura di cancellarla: alla vigilia di Natale del 2005 la procura di Salerno notifica un avviso di garanzia all’allora ex sindaco, diventato deputato Ds. L’accusa di associazione per delinquere, concussione, truffa allo Stato e abuso d’ufficio trattava torbide vicende di appalti truccati. Il Gip invia alla Camera la richiesta di autorizzazione all’utilizzo di intercettazioni che incriminano l’onorevole diessino, ma in febbraio la Giunta per l’autorizzazione a procedere boccia la richiesta e De Luca esce pulito dalla vicenda. Più pulito, certo, del collega: Antonio Bassolino, amatissimo dai napoletani per i 10 anni di governo cittadino in cui ha cambiato la faccia al centro storico della città, è stato rinviato a giudizio per la seconda volta a gennaio 2008 nell’inchiesta sulle presunte irregolarità sul ciclo dei rifiuti in Campania. Nell’avidità di accaparrarsi tutte le cariche a disposizione ha dimenticato una regola essenziale: il grande segreto per farsi amare dal popolo napoletano è regalargli qualcosa. Anche solo sogni che non svaniscano all’alba.

martedì 25 marzo 2008

Munnezza a chi?


Conto alla rovescia per la fine dell’emergenza rifiuti in Campania. Data stabilita il 7 maggio, alla vigilia della scadenza di mandato affidata al supercommissario De Gennaro. Meno di due mesi per passare alla gestione ordinaria della spazzatura, grazie anche ai risultati positivi della raccolta differenziata avviata da oltre 500 comuni su un totale di 551 tra la provincia di Napoli e Caserta. Nel salernitano, dove non si è mai parlato di emergenza, la raccolta porta a porta ha già portato a picchi di differenziata che talvolta raggiungono l’80%.
Parte intanto la nuova campagna pubblicitaria per il rilancio del turismo campano alla vigilia della bella stagione: costati 1,5 milioni di euro, i manifesti pro Napoli stanno per invadere le strade del nord Italia e gli aeroporti francesi, tedeschi, spagnoli, americani e giapponesi che hanno un buon flusso turistico diretto verso la penisola.
«Monnezza a chi?» è uno degli slogan della nuova, aggressiva campagna di comunicazione studiata da Am Newton 21. Con queste campagne non vogliamo rimuovere il problema che abbiamo di fronte, - ha detto l’assessore al turismo Velardi - ma contrastiamo chi si ostina a descrivere Napoli come una città piegata dai rifiuti».
I mega poster, 6 metri per 3, stampati per l'estero, ha spiegato Velardi «Riporteranno titoli originali di giornali stranieri su sfondi tipici da cartolina. Ma da quelle immagini scomparirà la parola rifiuti, che sarà sostituita da espressioni che esaltano le eccellenze napoletane». In un manifesto, ad esempio, si vede in una foto di piazza del Plebiscito con su la scritta «Napoli nella morsa... dell’arte». Diversa la campagna per l’Italia, che Velardi definisce «provocatoria ma con leggerezza». Ancora immagini dei tesori di Napoli e poi le scritte: «Monnezza a chi?». Oppure: «guarda cosa perdi se non vieni a Napoli».
Coraggio o temerarietà, I manifesti saranno affissi nelle prossime settimane e serviranno a preparare la stagione estiva e il lungo ponte del 25 aprile e del primo maggio giudicato «deciso» dagli operatori del settore che hanno giudicato positivamente le iniziative della Regione

martedì 19 febbraio 2008

La protesta degli studenti: "un altro stato ci annetta"

“Per lo stato di abbandono in cui versa la Regione Campania e per l'inadeguatezza delle istituzioni statali a fronteggiare l'emergenza rifiuti noi giovani studenti chiediamo l'annessione della nostra regione ad una nazione che ci sostenga e ci affianchi nella risoluzione del tormentato problema rifiuti”. Inizia così la richiesta di asilo politico sottoscritta da 400 studenti del Polispecialistico "Pitagora" di Pozzuoli, che non si riconoscono più in un paese che li ha abbandonati a se stessi.
Un campanello d'allarme. Un primo passo verso la presa di coscienza. L'ultimo appello a uno Stato che non può lavarsi le mani di un problema scaraventando tutta la responsabilità sugli Enti locali, o una singola persona che non è in grado di salvare il mondo da solo.
Chiedono di essere annessi ad un'altra nazione che abbia a cuore la loro condizione igienico sanitaria, perchè all'italia sembra interessare ben poco. chiedono asilo politico per loro, perchè le condizioni igienico sanitarie a Pozzuoli come negli altri comuni in provincia di Napoli, Caserta e Avellino cominciano a diventare critiche tra cuuli di monnezza parcheggiati in strada da interminabili settimane e le carreggiate quasi impraticabili.
Gli studenti sono tornati a scuola, ma per quanto? Fino a quando le basse temperature invernali consentiranno di arginare il problema epidemie? Come compensare poi milioni di persone che convivono con la diossina dei roghi di monnezza o le esalazioni dei rifiuti in decomposizione e sono additati dai giornali di tutto il mondo come gli abitanti di un luogo da evitare a tutti i costi? Chi ripagherà Napoli e la Campania del danno d'immagine che hanno subito per colpa di un federalismo inventato senza fornire agli Enti locali gli strumenti adatti per fronteggiare certi problemi che tutti conoscono?
In un'altra epoca, forse, qualche stato avrebbe accolto l'invito dei ragazzi di Pozzuoli. A farsi un pò di conti, controllare il sud Italia conviene. Tra manodopera in crescita, risorse ambientali, produzione agricola l'ex regno delle Due Sicilie è stato una miniera inesauribile per tutti quelli che ne hanno usufruito: Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Borboni e Savoia non hanno avuto di che lamentarsi. La questione del Mezzogiorno è cominciata con l'unità d'Italia. Dopo 150 anni, adesso basta. Forse siamo pronti per un'altra storia.



"La gente aveva ragione"


"La gente di qui aveva ragione", ha dovuto ammettere Gianni De Gennaro, il commissario dell'emrgenza rifiuti inviato a Napoli per risolvere in 120 giorni il problema che affligge da 14 anni la Campania.
"La gente di qui aveva ragione": a Pianura, Paraponti, Difesa Grande, Villaricca la situazione delle discariche non è rosea come raccontano i dati tecnici del genio militare che avevano convinto De gennaro a riaprire le vecchie discariche.
Dovunque, assieme alla gente che protesta, ci sono rischi di crollo, sottostanti discariche abusive e infiltrazioni di percolaro, quella specie di liquido che si origina dall'infiltrazione di acqua nei rifiuti (Il percolato è un refluo di sotanze inquinanti anche pericolose dal colore bruno, la consistenza vischiosa e l'odore sgradevole. Ne è sufficiente una goccia per inquinare l'ambiente).
Le discariche "tampone" individuate da De gennaro per arginare l'emergenza rifiuti nei primi 30 giorni di commissariato (già scaduti) sono troppo inquinate già così. Le vecchie discariche non possono essere riaperte. La strada per risolvere il problema monnezza diventa complicata anche per lui, il supercommissario che avrebbe salvato Napoli in 120 giorni. Come non c'era riuscito Antonio Bassolino. Come si è detto impotente di fare Guido Bertolaso.
Le alternative? Continuare a mandare all'estero la spazzatura di Napoli. Perchè è vero che i panni sporchi si lavano in famiglia, ma solo quando si tratta dei rifiuti tossici delle industrie del nord "parcheggiati" abusivamente nei luioghi più impensabili della Campania con la connivenza della malavita organizzata.
Ricambiare il favore non fa parte del vocaolario del nord Italia, e all'appello di solidarietà di prodi hanno risposto "annegate nella vostra monnezza". "Sporchi terroni" ha aggiunto un editoriale di Libero.
Quello che serve, oggi, è una presa di coscienza, perchè abbiamo scoperto che nessuno ha intenzione di aiutare Napoli. Occorre un moto d'orgoglio per riprenderci dal torpore di troppi anni di silenzio. Di soprusi che non sono stati denunciati. Insieme dsi può. Non è uno spot elettorale.