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mercoledì 20 gennaio 2010

La mozzarella che piace a tutto il mondo


La Campania felix ha appena aggirato lo scandalo diossina e il rischio della tragica riesplosione dell'emergenza rifiuti che ecco, come le incivili orde barbariche che sgretolarono l'impero romano, tuonare le accuse di un ministro leghista contro un'eccellenza che tutto il mondo ci invidia.
La mozzarella di bufala dop sarebbe "annacquata".
"Non contiene il 100% di latte di bufala", denuncia Zaia in piena campagna elettorale sotto lo scroscio di applausi di Pdellini, leghisti e dei produttori caseari del nord che si sono arricchiti al vacillare dei concorrenti casertani e e salernitani dopo l'allarme diossina. Così, senza dire niente a nessuno, il ministro delle politiche agricole candidato alla presidenza della Regione Veneto punta a lasciare la carica con un colpo di teatro e "commissaria" il consorzio campano della mozzarella dop colpevole di non aver effettuato i debiti controlli. Lo racconta, tra gli altri, Repubblica di Napoli (leggi l'articolo).
Ma a chi vogliono darla a bere? Le accuse hanno troppo il sapore di una "bufala elettorale" montata ad hoc per riaccendere polemica e riflettori su un argomento che dà fastidio a troppi: la mozzarella di bufala dal sapore inimitabile che è possibile produrre solo da bufale allevate in un particolare contesto climatico e ambientale. Dal servizio de "Le Iene" andato in onda qualche settimana fa si aspettava solo che la bomba o orologeria esplodesse...
Il botto, però, è stato fiacco.Lle accuse prevedibili e replicabili una ad una.. se solo i media concedessero spazio alle notizie e non solo agli spot elettorali:
  • Non esiste la mozzarella prodotta con il 100% di latte di bufala, che "al naturale" risulta verdognolo e molto salato. La ricetta della vera mozzarella di bufala dopo prevede inevitabilmente una percentuale di latte vaccino, la cui quantità è però stabilita e periodicamente controllata dal consorzio.
  • Il consorzio campano della mozzarella di bufala non è stato commissariato. Lo ha dichiarato il vicepresidente del consorzio stesso in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno (leggi l'articolo), annunciando solo l'arrivo di 4 tecnici da affiancare alle riunioni del Cda del Consorzio.
  • Le irregolarità denunciate dal ministro Zaia riguardano una parte infinitesimale dei controlli effettuati sulla mozzarella (In uno dei quaranta effettuati nel 2009 meno del 3% dei campioni analizzati sarebbe prodotta con una percentuale di latte vaccino superiore a quella autorizzata dal marchio dop. E non è ancora stata effettuata la "controprova")
Come in tutte le tragedie, però, non manca chi è pronto a cavalcare l'onda. Il neoeletto presidente della Provincia di Salerno, Cirielli (Pdl) lancia la sfida del secessionismo e raccoglie a sua volta il plauso degli elettori: perchè non creare ad hoc un consorzio salernitano?

venerdì 6 giugno 2008

La vergogna del DL sull'emergenza

Gli articoli del DL sull'emergenza rifiuti in Campania (leggi il testo integrale, quello approvato dal governo nella sua prima e unica seduta napoletana il 21 maggio 2008) sono un insulto dopo l'altro alla Costituzione italiana, alle normative dell'ordine pubblico e alle leggi emanate fino a questo momento. Sotto il velo di provvedimenti d'urgenza per risolvere un problema che governi di destra e di sinistra fanno rimbalzare da un anno all'altro i Superpoteri sono distribuiti a caso.
L'emergenza in Campania avrebbe dovuto essere risolta entro il 10 maggio, giorno di scadenza del mandato di Gianni De Gennaro. Invece il suo mandato è stato prorogato e ora il suo posto è stato preso da un nuovo Supercommissario si chiama Guido Bertolaso, di nuovo. Ricopre il ruolo di sottosegretario all'emergenza, in deroga alla legge del 20 luglio 2004 che vieta l'accumulo di cariche pubbliche. E, per la modica remunerazione di 86.500 euro nel 2008 e 173.000 euro nel 2009, risolverà il porblema della monnezza. Con alcuni piccoli accorgimenti.




  • E' autorizzato lo stoccaggio dei rifiuti presso qualsiasi sito temporaneo.

  • Provvede all'attivazione di siti per il deposito dei rifiuti anche in deroga a specifiche disposizioni legislative e regolamentari in materia ambientale.

  • Per indisoponibilità del servizio di raccolta può conferire l'incarico a altri soggetti idonei.

  • Autorizza la realizzazione di 3 termovalorizzatori: Acerra (NA), dove sarà avviata la combustione dei rifiuti "talquale" in derova alla valutazione di impatto ambientale del 9 febbraio 2005; Santa Maria La Fossa (CE) e Salerno. E' èrevista anche la realizzazione di un inceneritore all'interno del comune di Napoli, e il sindaco Iervolino è incaricata a individuare il sito idoneo entro 30 giorni.

  • Chi si introduce abusivamente nei luoghi deputati allo stoccaggio, manifesta contro le disposizione d'emergenza o in qualsiasi modo le ostacola verrà punito secondo l'art.682 del codice penale che prevede una pena da 3 mesi a 1 anno. Chi disturba il pubblico ufficio (art.340 c.p.p.) da 1 a 5 anni.

  • La Super procura di Napoli sarà l'unica a incaricarsi delle indagini contro i sospetti reati di malagestione dell'emergenza. In quest'ottica, è prevista la redistribuzione dei magistrati in servizio e la ricollocazione del personale amministrativo (vi dice qualcosa la storia del carabiniere che presentava dei rapporti ai propri superiori sulla mala gestine della raccolta rifiuti che è stata raccontata ieri da Travaglio ad Annozero?)

  • In deroga alla VIA (valutazione di impatto ambientale), Bertolaso convoca la conferenza dei servizi per decidere sui provvedimenti da approvare, ma alla fine decide come gli pare.

  • Il percolato sarà trattato negli impianti di depurazine delle acque reflue.

  • Saranno sciolti e unificati i consorzi di bacino di Napoli e Caserta incaricati di gestire la raccolta differenziata.

  • Sono possibili accordi con soggetti pubblici e privati per compensazioni ambientali, per un totale di 47 milioni annui.

La cessazione dell'emergenza è prevista inderogabilmente entro il 31 dicembre 2009. Ma non ci volevano soltanto due mesi?




giovedì 5 giugno 2008

Rifiuti tossici, si sapeva dal 2004

Fra le scorie smaltite illecitamente nel raggio di 120 ettari tra la provincia di Napoli e Caserta risultano olii minerali, piombo, scorie saline, schiumature di alluminio, polveri di abbattimento dei fumi degli altoforni. La Commissione del Procuratore Nazionale Antimafia in un documento parlamentare del marzo 2004 fa esplicito riferimento a "circa un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dalla Toscana e dal Veneto". Lo sfruttamento del territorio da parte delle organizzazioni criminali, descrive "il quadro, ad un tempo, desolante e preoccupante" emerso dalle indagini. Il documento delinea un territorio "martoriato e inquinato".

Nella sola località di Calabricito, ad Aversa (sede del termovalorizzatore), secondo i dati riferiti dall'Ansa "i parametri di sicurezza risultano superati centomila volte". La relazione riferisce di decine di indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti, truffa aggravata e disastro ambientale. E' molto forte l’allarme per il ruolo preminente assunto nel traffico dei rifiuti in Campania dalla criminalità organizzata che ne ha fatto uno dei terreni privilegiati di attività. La relazione cita ampiamente audizioni dei magistrati della Procura di Napoli e vari documenti.

martedì 8 aprile 2008

Mozzarella stop 3: i primi risultati sono negativi

Una settimana di blocco della produzione casearia in provincia di Napoli, Avellino e Caserta. Controlli a tappeto in 265 caseifici campani. E ci sono anche i primi risultati: 17, tutti negativi.
La presenza di diossina nel latte delle bufale campane è al di sotto dei livelli di guardia consentiti dalla severissima Unione Europea, ma questo non significa meccanicamente una ripresa della produzione.
Nei prossimi giorni lo stop riguarderà, per assurdo, l'intera provincia di Salerno che non è mai stata oggetto di emergenza rifiuti o incenti di monnezza che ha causato al cosiddetta proliferazione di diossina.
Il responso definitivo è dei prossimi giorni, ma l'onore non lo salva nessuno. I soldi persi assieme alla faccia non li restituiranno a un prodotto Dop famoso in tutto il mondo. Vogliamo chiederci, adesso, di chi è veramente la colpa?

mercoledì 19 marzo 2008

L'accusa di Libero: "la città è una pattumiera"

Si parla di lifting fallito per il tentativo di rilancio turistico tentato ieri dalla Regione Campania attraverso le pagine del Corriere della Sera. Col tono di superiorità di un napoletano rinnegato, il giornalista (napoletano) Mattias Mainiero illumina i turisti creduloni e li invita a mettersi in guardia dal tentativo di abbindolamento innescato da una regione che fatica sette camicie per rialzarsi dal disastro ecologico in cui è sprofondata non soltanto per sua colpa: la città è una pattumiera. Ibidem non vale la pena di visitarla, col rischio di beccarsi anche un malanno.

Breve riassunto per un giornalista che, forse, si è perso gli ultimi aggiornamenti.
  • Il tanto criticato Antonio Bassolino, ahimè ancora governatore della Campania dopo l'invito a cambiare aria giuntogli da alleati e oppositori politici, non è più commissario alle bonifiche. Lo ha sostituito dal 31 gennaio 2008 Massimo Menegozzo, già direttore dell'Arpac.

  • L'accordo sottoscritto con la Germania ha fatto ripartire i treni in direzione dell'inceneritore della Sassonia, e la spazzatura comincia davvero a sparire dalle strade.

  • Dal 7 marzo 505 comuni su 551 hanno intrapreso la raccolta differenziata, puntando a raggiungere almeno il 25% di rifiuti recuperati già nel primo anno.

L'ironia di Mainiero, che consiglia la visione di un "thriller mediterraneo" soltanto al turista coraggioso e la sconsiglia ai "deboli di naso", suscita compassione piuttosto che indignare. Non si tratta di campanilismo o di parlar bene della propria città d'origine anche contro ogni ragionevole dubbio. Ma a un certo punto bisogna pur riflettere, fermarsi a ragionare prima di sparar balle a casaccio sugli sforzi fatti da tutta una regione soltanto per partito preso. pardon, soltanto per assecondare la linea politica di un giornale spudoratamente di destra che parla male di tutto ciò che è governato dalla sinistra.


Non facciamo politica. Cerchiamo di risollevare le sorti della Campania rilanciando le sue eccellenze. Il turismo, soprattutto.


Capri e la grotta azzurra sono ancora il rifugio delle muse.


Nei templi di Paestum il dio Poseidone è circondato dalla campagnia vergine dai rifiuti (la provincia di Salerno, come l'80% del territorio campano non ha il problema della munnezza!!!!).


Il parco del Cilento, una riserva naturale che si estende per chilometri a sud di Salerno, è un paradiso incontaminato.


La Reggia di Caserta con i suoi marmi pregiati, il giardino inglese e le fontane di Vanvitelli incantano il turista disilluso da Versailles...


Contro Easy Napoli e il tentativo di rilanciare il turismo si schierano anche gli albergatori. "Si comportano come Tafazzi", ha sbottato l'assessore regionale al Turismo Claudio velardi, alludendo al personaggio televisivo della trasmissione Mai dire gol, che sbatteva una bottiglia di plastica sul pannolone per autopunirsi. "annunciano proteste che non faranno, dichiarano di non accettare le offerte di EasyNapoli perchè chiedono interventi strutturali per farsi pubblicità ma ottengono solo di far uscire sui giornali notizie negative che danneggiano napolie la categoria degli albergatori".


Incentivi e sostegno agli operatori danneggiati dalla crisi sono in discussione ed arriveranno. Quello che serve, adesso, è unire le forze e non remarsi contro.

martedì 26 febbraio 2008

Il business della camorra

I quotidiani nazionali non ne hanno dato notizia. Ma gli ecoboss sono finalmente sotto accusa: i carabinieri del nucleo Tutela Ambiente e del Reparto Territoriale di Aversa hanno individuato il legame tra camorra e ciclo dei rifiuti. "Per la prima volta è stata dimostrata la gestione diretta da parte di organizzazioni criminaliin questo traffico illecito", ha affermato ieri il procuratore aggiunto Franco Roberti, coordinatore della Dda di Napoli. Ma il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore ha sottolineato che il coinvolgimento della camorra nella malagestione dello smaltimento dei rifiuti "non può costituire un alibi nei confronti di altri eprsonaggi che hanno le loro responsabilità"
Attraverso indagini e intercettazioni telefoniche è stato possibile seguire il filo del business della monnezza che ha visto implicate persone legate al clan dei Casalesi: un ciclo di smaltimento illegale dei rifiuti con sede operativa nel casertano.
I fatti: l'organizzazione, per non sostenere ilc osto dello smaltimento dei rifiuti, ha soltanto simulato l'attività di compostaggio. In realtà le 8mila tonnellate di rifuti, costituite tra l'altro da fanghi di depurazione, sono stati smaltiti abusivamente su terreni agricoli messi a disposizione da compiacenti proprietari. Il guadagno è stato di circa 400mila euro.
A chiusura delle indagini sono stati sequestrati gli appezzamenti di terreno trasformati in discarica ed emessa un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti del capo dell'organizzazione considerato vicino al clan casertano del Casalesi.
Secondo l'Ansa delle 17:49 di lunedì 25 febbraio Giorgio Marano, 48 anni, soprannominato 'o saponaro, di San Marcellino (Caserta), indicato come un boss del clan dei Casalesi, è l'unico arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul coinvolgimento della camorra nello smaltimento illegale dei rifiuti nel Casertano. Per altri sei indagati il gip di Napoli Alessndro Buccino Grimaldi non ha accolto le richieste di misure cautelari avanzate dai pm Raffaello Falcone e Cristina Ribera. Gli indagati sono Vincenzo Tonziello, 41 anni, e Placido Tonziello, 45, soprannominato Ninuccio, ritenuti "referenti locali" di Marano; Raffaele Simonelli, 38, detto Papele, titolare di un fondo agricolo a Frignano dove venivano smaltiti illegalmente i rifiuti, Elio Roma, 57, detto Eliuccio Pagliarulo, che i magistrati indicano come cogestore di fatto della ditta R.F.G. e di un impianto di compostaggio a Trentola Ducenta (Caserta), Francesco Roma, 32, legale rappresentante della R.F.G., e Domenico Bortone, 51, trasportatore, incaricato dello sversamento dei fanghi provenienti dalla R.F.G. I fatti contestati si riferiscono a un lungo arco di tempo che parte dal 1998.