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mercoledì 25 giugno 2008

Paghi chi ha sporcato

"Chi sporca paga". Te lo insegnano da bambino. E' la regola più elementare per l'assunzione di responsabilità che segna l'ingresso nel mondo degli adulti.
Poi ci sono quelli che adulti lo sono diventati lo stesso, ma hanno continuato a ignorare le regole della più elementare buona educazione andando a sporcare a casa degli altri. Senza neanche pagare il conto. Anzi.
"Il governo approvando l’emendamento - ha osservato Tino Iannuzzi, deputato campano del Pd - ha dimenticato che per anni enormi quantità di rifiuti tossici sono stati depositati in Campania da tutte le regioni, con tante inquietanti illegalità". Associazioni culturali e ambientali hanno provato a presentare il conto dell'ingiustizia, illudendosi di toccare la corda partenopea del Presidente della Repubblica per spingerlo a lottare per fare chiarezza sulla situazione d'emergenza di un popolo umiliato da secoli e non già perchè suo popolo d'origine. Ma il messaggio non è stato recepito.
Chi governa il paese, oggi, è intenzionato sì a fare giustizia. Ma in modo creativo. Secondo Iannuzzi "la scelta della maggioranza di Governo di approvare l’emendamento anti Campania è grave e ingiustificata e rappresenta una chiara volontà di penalizzare la Campania e tutto il mezzogiorno. L’emendamento anti Campania, invece, indebolisce e contraddice l’impegno dello Stato con un meccanismo di restituzione del finanziamento mai visto nella nostra legislazione che distrugge ogni modello di federalismo solidale che, al contrario, presuppone solidarietà attiva e leale tra le regioni e responsabilità piena delle comunità".
Soprattutto perchè i veri beneficiari del fiume di denaro che ha investito la Campania in questi anni di emergenza non sono certo da ricercare tra Napoli e Caserta. Dietro il clan dei Casalesi che ha innescato il racket dei rifiuti nocivi c'è sempre stato chi quei rifiuti nocivi li ha prodotti ed ha cercato un modo economico e illegale per smaltirli. Sotto la monnezza che oggi affolla le strade di troppi comuni della Campania ci sono le aziende a cui è stata affidata la gestione dei rifiuti e delle discariche: tutte società del nord, che hanno beneficiato del denaro che non si curavano di guadagnarsi onestamente.
Chi ha sbagliato deve pagare. Lo ha deciso il Governo e la Campania non ha intenzione di tirarsi indietro. Chi ha pagato le tasse continuerà a farlo. Ma il discorso non può continuare ad essere a senso unico.
La monnezza ha una sua carta d'identità. E dal tipo di rifiuto è possibile risalire all'azienda che l'ha smaltito illecitamente. Dovrebbero essere previsti anche i finanziamenti statali per la bonifica dei siti campani occupati dai rifiuti tossici provenienti dal nord del paese.

lunedì 16 giugno 2008

Rifiuti Tossici: bloccati due camion a Savignano

Gli agenti mandati a militarizzare la Campania bloccato due camion di rifiuti tossici che si avviavano verso la nuova discarica di Savignano Irpino e Ignazio Larussa plaude all'impresa. "Un successo", la definiscono i politici del centro destra stretti attorno al tavolo del ddl sulla sicurezza. La dimostrazione che con la violenza, l'assenza di democrazia, il soffocamento della dissidenza con le maniere forti sono la soluzione per risolvere tutti i problemi d'Italia.
I militari hanno bloccato i camion che trasportavano rifiuti ospedalieri a bassa radioattività, che vanno trattati in appositi siti di stoccaggio, ma anche 40 quintali di rifiuti pericolosi diretti verso la Campania da chissà dove. E la domanda: l'autorità che ha disposto di risalire all'origine dei rifiuti ospedalieri colpevoli di voler inquinare la nuova discarica di Savignano Irpino ha impoartito lo stesso ordine per i due camion pirata cbloccati ieri nell'Irpinia?
La stessa domanda uno se la pone a proposito delle tonnellate di rifiuti tossici smaltite abusivamente nelle discariche abusive: la monnezza radioattiva o tossica non ha il suo Dna, mediante il quale risalire all'azienda che li ha prodotti e nascosti nelle campagnie della Campania felix?
"I responsabili sono già stati trovati" sembra la risposta generalmente diffusa. Gli autisti dei tir sono stati bloccati e denunciati a piede libero per per trasporto e smaltimento illecito di rifiuti. Ma quei rifiuti non li hanno mica prodotti loro? Se li sono mica inventati o hanno praticato una cernita di tutta la monnezza più schifosa e inquinante delle indusrie settentrionali per coglierne solo il fiore più malvagio da regalare alla loro terra?
Tutto sotto controllo, sembra di sentirsi dire. "Il caso di oggi conferma la bontà dei controlli svolti nel rispetto della legge che prevede ciò che deve andare in discarica garantendo così il rispetto della salute di chi vive nelle aree prossime ai siti (interessati)", ha detto il funzionario dello staff di Bertolaso.

martedì 10 giugno 2008

Rifiuti, l'opinione dell'osservatore che non sa

Nella rubrica della Posta di Beppe Savagnini, ogni settimana sul Magazine del Corriere della Sera,c'è chi fa domande sul caso Napoli. Sulla questione dell'emergenza rifiuti che sembra, a chi non conosce la situazione, come un cane che si morte la coda e rimastica sempre i soliti luoghi comuni. La lettera recita:

Caro Beppe, ho la netta sensazione che il resto dell'Italia (per dire che sta parlando si se stesso) non riesca più a comprendere le posizioni prese dai napoletani. Come già fatto notare da molti, in ogni regione, provincia, comune d'Italia il problema dei rifiuti viene affrontato con varia combinazione: 1) raccolta differenziata; 2) discariche; 3) termovalorizzatori.
Invece a Napoli la differenziata si fa molto meno che negli altri posti (io faccio regolarmente la raccolta differenziata, nei giorni stabiliti agli orari richiesti. Tutto, però, finisce nello stesso calderone. E, come ha dimostrato un servizio delle Iene, non funziona così solo in Campania).
Nessuno vuole le discariche se non a 100 km dai centri abitati (le discariche, quelle abusive, in Campania le trovi nei posti più inimmaginabili. Già all'inizio dello scorso secolo una legge aveva decretato che sorgessero a debita distanza dai centri abitati. peccato che, per chi fosse poco pratico della provincia di Napoli, il confine tra un comune dendsamente popolato e l'altro ancor più popoloso è delimitato da un incrocio o un attraversqmento pedonale. Lo spazio per le discariche non c'è).
Per non parlare dei termovalorizzatori... (I termovalorizzatori, meglio noti come inceneritori, emettono una quantità non conosciuta di polveri sottili che creano disturbi alle vie respiratorie e risultano troppo spesso cancerogene. Peccato che, in Italia, le società che gestiscono gli inceneritori sono anche quelle che coordinano la raccolta di informazioni sulle statistiche dei casi di malattie polmonari - come nel caso di Brescia - e tutto continua ad essere come se le crisi respiratorie a una bambina di pochi anni fossero la cosa più normale del mondo).
Mi sembra che qualcosa non torni.
Si può anche dare la colpa alla camorra, si può dire che è colpa della cattiva amministrazione degli ultimi 15 anni (diciamo pure che è colpa dei commissari straordianri che cambiano ogni 6 mesi e tolgono all'amministrazione locale la possibilità di gestire il proprio territorio ma non ne affidano la gestione a un organo veramente statale che voglia rompere il filo perverso della connivenza con le ecomafie).
Ma credetemi, amici napoletani: il resto d'Italia semplicemente non capisce cosa voi vorreste fosse fatto per risolvere il problema dei vostri rifiuti.

Lascio rispondere Severgini:
Dico: i napoletani in rivolta non rappresentano la maggioranza della popolazione. Aggiungo: dev'essere durissima dover accettare un tale sacrificio (una mega discarica di rifiuti non differenziati) per la tranquillità di tutti, a causa dell'ignavia di molti. Della camorra si sa (anzi, non si sa). Ma chi sono gli imprenditori del Centro - Nord che hanno scaricato illegalmente rifiuti tossici in Campania? I barili non sono pensieri: di certo è possibile risalire ai mittenti. Le paghino loro le compensazioni agli abitanti.

giovedì 5 giugno 2008

Rifiuti tossici, si sapeva dal 2004

Fra le scorie smaltite illecitamente nel raggio di 120 ettari tra la provincia di Napoli e Caserta risultano olii minerali, piombo, scorie saline, schiumature di alluminio, polveri di abbattimento dei fumi degli altoforni. La Commissione del Procuratore Nazionale Antimafia in un documento parlamentare del marzo 2004 fa esplicito riferimento a "circa un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dalla Toscana e dal Veneto". Lo sfruttamento del territorio da parte delle organizzazioni criminali, descrive "il quadro, ad un tempo, desolante e preoccupante" emerso dalle indagini. Il documento delinea un territorio "martoriato e inquinato".

Nella sola località di Calabricito, ad Aversa (sede del termovalorizzatore), secondo i dati riferiti dall'Ansa "i parametri di sicurezza risultano superati centomila volte". La relazione riferisce di decine di indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti, truffa aggravata e disastro ambientale. E' molto forte l’allarme per il ruolo preminente assunto nel traffico dei rifiuti in Campania dalla criminalità organizzata che ne ha fatto uno dei terreni privilegiati di attività. La relazione cita ampiamente audizioni dei magistrati della Procura di Napoli e vari documenti.

mercoledì 4 giugno 2008

Rifiuti tossici? vengono dal nord

Rifiuti tossici? "Provengono per la maggior parte dalle region idel Nord". Parola di Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica in visita a Napoli per l'intitiolazione di un'aula dell'Università Suor Oresola Benincasa a Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra.
Che centra con i rifiuti tossici?
"Siani ci insegna che il giornalismo deve sempre essere al servizio della verità, superando ostacoli e paure", ha detto Simona Petricciuolo, 30 anni, napoletana, vincitrice del Premio Siani insieme a Roberto Saviano. E il giornalismo napoletano da anni sta denuncianto presenze sospette di rifiuti di dubbia provenienza: come fanno ad esserci rifiuti industriali tossici in una regione votata per l'80% all'economia agricola tra coltivazioni e allevamenti?

"Di questo l’opinione pubblica delle regioni del Nord ne siaconsapevole», ha sottolineato il presidente, con una vena di risentimento verso il rifiuto di troppe regioni italiane ad accogliere i rifiuti campani. Ci sono stati traffici per sistematici trasferimenti di rifiuti tossici altamente pericolosi dalle industrie del nord nel territorio campano -spiega il presidente parlando con i giornalisti - con una attiva cogestione da parte della camorra». Nell’attuale situazione non è minacciata solo la salute di un quartiere ma di «milioni di cittadini». E la soluzione «consiste nell’estirpare la criminalità e nell’eliminare la piaga dei traffici camorristici riprendendo la strada per creare le condizioni per un ordinato ciclo di smaltimento con soluzioni urgenti e non più rinviabili».