mercoledì 9 luglio 2008

Un concerto trasfromato in campagna pubblicitaria

Lo spettacolo musicale che 30mila napoletani hanno potuto godere dal vivo in piazza del Plebiscito è stato negato a tutto il resto della penisola. Pino Daniele ha messo insieme la band di quando, trent'anni fa (c'erano De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Joe Amoruso), ha esordito nel panorama della musica italiana con il suo stile di ragazzo arrabbiato che racconta tutte le cose che non funzionano, e la diretta Rai si è svolta nel back stage.
"Se proprio bisogna dare una definizione a questo concerto - si legge sulle pagine de Il Gionale (leggi), è stato il trionfo della vitalità di un sound, quello italiano, che va ben oltre le rigide definizioni e riesce a mescolare influenze africane, americane, mitteleuropee in una festa di suoni che nessun Paese del mondo riesce ad avere così nitidi, così netti", peccato che abbiano potuto ascoltarlo solo i pochi eletti che ieri sono scesi in piazza (per la cronaca, doveva trattarsi di un biglietto "pagato" con la spazzatura riciclata, invece è stato venduto a 25 euro!!!).
Tra pubblicità (cinque interruzioni lunghe lo spazio di un'intera canzone) e interventi dietro le quinte, le canzoni "fruibili" dai telespettatori saranno state 4, al massimo 5. Per fare cosa? Per comunicare che? Se lo chiede anche l'articolo di oggi sul quotidiano La Stampa (leggi) .
Trentamila anime in piazza, per ascoltare il sound di un artista icona di Napoli e della napoletanità. Ma la presentatrice, Milly Carlucci, assoldata da una rete televisiva statale che dovrebbe rispondere alle esigenze di chi paga il canone, ha soltanto avuto premura di fare bene la sua campagna elettorale filo governativa.
"Infinite grazie al governo che ha permesso a tutto il pubblico televisivo di godere lo spettacolo" (il concerto era stato spostato dal San Paolo all'Ippodromo e non volevano adargli la piazza per via dell'eemrgenza rifiuti mentre appena la settimana scorsa c'è stato l'ennesimo concerto di un artista straniero), "E' merito del ministro Stefania Prestigiacomo se l'iniziativa di piazza è stata promossa, assieme alla pubblicità per promuovere la raccolta differenziata", e simili. Meno male che ci stanno pensando loro a risollevare Napoli dalle brutture in cui l'ha precipitata la loro monnezza, altrimento non so come sarebbe finita....
Veramente non è ancora finita.
La monnezza è ancora lì.
Le regioni a parole hanno detto di si, si sono spartiti le quantità di monnezza ed hanno preventivato le entrate per arrotondare il loro budget. Però la monnezza è ancora lì.
Il pubblico deluso che ieri sedeva davanti al televisore, e quello in piazza hanno visto con una certa amarezza l'accostamento tra Pino Daniele e Gigi D'Alessio. Perchè D'Alessio è un grande artista di fama internazionale, ma rappresenta l'altra faccia di Napoli. Quella che sta cambiando.
Un fan di Pino Daniele, soprattutto del giovane Pino Daniele che ha esordito sui plachi di Napoli con le canzoni J' so' pazz e o' Scarrafone, è lontano anni luce dall'universo musicale un pò neomelodico e un pò commerciale del suo compeaesano.
Quando i pianeti diversi si avvicinano troppo succede sempre qualcosa. Ieri sera, i fischi di piazza del Plebiscito sono stati per D'Alessio. Ma lui ha accettato la sfida, ed ha intonato il suo duetto con Pino Daniele. Ha cantato o' scarrafone. E chissà cosa pensava.
Inizia oggi il "Vaimò" Tour.

lunedì 7 luglio 2008

La raccolta differenziata si impara in farmacia

A Napoli la raccolta differenziata si impara in farmacia, grazie a un'iniziativa patrocinata dall'assessorato alla Sanità della Regione Campania e la collaborazione delle 5 Asl napoletane. Ma non si tratta di sovrapposizione di compiti.
Semplicemente, le farmacie danno il buon esempio. Come già stanno facendo, d'altronde, da diversi anni. parola di federfarma, la federazione delle farmacie napoletane che praticano la raccolta differenziata dei medicinali scaduti e delle batterie esauste. E che, per le forniture dei farmaci, hanno ridotto a zero gli imballaggi, chiedendo ai fornitori di utilizzare sempre le stesse vaschette di plastica, riducendo praticamente a zero l’utilizzo di imballaggi di cartone.
La buona pratica non è mai abbastanza, e un'altra novità arriverà a settembre quando i farmacisti napoletani adotteranno solo imballaggi biodegradabili: buste, shopper e carta saranno realizzate con materiali di riciclo, che non danneggiano l’ambiente.
Dare il buon esempio è il modo ideale per guadagnarsi credibilità e l'autorità per spiegare le cose (ogni riferimento a chi non lo fa stavolta è puramente casuale), così Federfarma Napoli ha studiato un vero e proprio opuscolo in cui sono spiegate e catalogate le varie tipologie di rifiuto: la carta, il vetro, la plastica, l’alluminio, ma anche i medicinali, i rifiuti pericolosi, l’umido e il secco indifferenziato.
Ogni categoria elenca oggetti d’uso comune, in modo che il cittadino-utente della farmacia possa avere un quadro chiaro e semplice. Ad esempio, viene spiegato che piatti, posate e bicchieri monouso non sono da riciclare con la plastica, ma tra il secco indifferenziato. Allo stesso modo si ricorda che i giocattoli non sono plastica, così come i cartoni per bevande non vanno tra la carta.
Insomma, un piccolo prontuario per orientarsi quando si è alle prese con la raccolta differenziata. L’opuscolo, inoltre, spiega anche i vantaggi pratici della raccolta differenziata come, ad esempio, il fatto che «ogni tonnellata di carta raccolta in maniera differenziata e riciclata consente un risparmio di 14 alberi di alto fusto, circa 350 tonnellate di acqua e 250 kg di petrolio».

sabato 5 luglio 2008

Pompei degradata? Ci pensa il supercommissario

Un commissario speciale anche per gli scavi di Pompei. E' l'ultima trovata dell'illuminato ministro alla Cultura, Sandro Bondi, indignato per l'abbandono in cui versa il sito archeologico più visitato dal mondo. E allora, invece di spendere un pò di soldini pubblici per assunzione di personale che adegui i servizi, si inventa un nuovo superstipendio per un altro supercommissario e la sua corte di esperti che saranno impegnati a fare chissà cosa. Secondo le segnalazioni di repubblica (leggi l'articolo) la decisione spetta, nei prossimi giorni, al sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta assieme al sottosegretario per l'emergenza rifiuti Guido Bertolaso, entrambi esperti di archeologia. Tra i candidati più gettonati il prefetto Mario Mori, anche lui archeologo nato.
Le lagnanze sui supposti disservizi degli scavi sono state lette sul libro dei reclami: servizi igienici insufficienti, audioguide mal funzionanti, poche mappe del sito e ancor meno custodi. "E' un'ingiustizia", dicono i collaboratori del soprintendente ai beni culturali della Campania, Pietro Guzzo: "qui lavoriamo per sopperire alle mancanze del ministero, che non integra il personale che va in pensione; e della regione campania, che pormette soldi per le aperture straordinarie e non mantiene".
Il ministro Bondi lo definisce "un atto d'amore nei confronti della cultura". Di cui sarà protagonista "uomo di istituzione", che dovrà occuparsi dei conti, ma anche dell’ordine pubblico e della sicurezza. L’arrivo del commissario aiuterà, assicura Bondi. E servirà a prendere le decisioni che servono per tirare fuori Pompei da una situazione "che definire intollerabile è dire poco".
Tira aria di privatizzazione.
Il boccone è troppo ghiotto.
Ci sono interessi grossi in gioco, ed il conto è presto fatto, incluse le ragioni che sono all'origine del lamentato degrado che è in realtà abbandono e indifferenza:
  • l'area della città romana si estende per 66 ettari, ma soltanto 44 sono stati portati alla luce. Gli altri 22 restano in dolce attesa di fondi per le ricerche, perchè i pochi stanziati bastano appena per conservare i resti già portati alla luce.

  • I custodi sono soltanto 300, insufficienti per coprire la vasta area. Come conseguenza, molte delle "case pompeiane" non sono accessibili perchè prive di sorveglianza.

  • I guardiani notturni sono appena 20 e le telecamere non coprono tutta la'rea archeologica.

  • Nonostante l'emergenza rifiuti abbia spaventato i meno curiosi, Pompei resta il sito archeologico più visistato al mondo: l’anno scorso, 2.571.725 persone hanno staccato il biglietto a Pompei. Da gennaio a giugno 2008, i visitatori sono stati 1.243.839.

  • Il costo del biglietto è di 11 euro.

giovedì 3 luglio 2008

Una delegazione per scoprire le meraviglie dell'inceneritore bresciano

"Benvenuta, Rosa!" sarà lo striscione di Wwf Campania e Wwf Lombardia che, domani a Brescia, accoglierà la delegazione del sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino e di alcuni consiglieri comunali, in visita nel capoluogo lombardo per scoprire il magico meccanismo di un incenritore e divulgare la loro saggezza ai compaesani. La "gita nella città lombarda non è una risposta adeguata alla crisi campana", osservano gli ambientalisti.
"Per avere informazioni sulla reale situazione di Brescia e del suo inceneritore sarebbe stato meglio leggere i dati relativi al ciclo dei rifiuti cittadino e valutare la procedura di infrazione all’Italia per l’impianto tanto acclamato. Se si considerano i risultati della produzione di rifiuti e quelli della raccolta differenziata in Lombardia, Brescia figura rispettivamente al primo e all’ultimo posto".
"Magari i soldi per la visita guidata a Brescia potevano essere meglio utilizzati" è il parere di Ornella Capezzuto, la presidente del Wwf Campania. La sua delegazione, puntuale alle 10 davanti all'impianto di Brescia, accoglierà la delegazione napoletana con una scheda illustrativa sulla reale gestione dei rifiuti nel capoluogo lombardo.

martedì 1 luglio 2008

A ciascuno la propria monnezza

A ciascuno il suo. Lo ha decretato anche un provvedimento legislativo del 2004 sulla gestione dei rifiuti. In situazioni ordinarie come in quelle "straordinarie".
"Ognuno si gestisca la sua monnezza" ha fatto sapere anche Bossi dalle pagine del Corriere. Lo ha comunicato ieri il segretario del Carroccio al governatore della Lombardia Formigoni. Poi aggiusta il tiro: "per accogliere i rifiuti ci vuole al disponibilità di tutte le regioni".
A un giorno dalla riunione del tavolo Stato - Regioni, però, questa unanimità d'intenti non c'è. Secondo Galan, del Veneto: "I problemi vanno risolti a casa propria". Per Errani, in Emilia Romagna, "Se è una mossa politica dirò di no". Burlando, Liguria, asserisce che "non trattiamo con questo governo". E anche Bresso, in Piemonte, ha le idee chiare: "non siamo la discarica della Campania".
L'unico a tentennare ancora è Formigoni, convinto che "In Campania qualcosa è cambiato".
Anche la sua regione, però, si divide (leggi l'articolo de L'Espresso). La Siem, centro di raccolta e lavorazione dei rifiuti organici da trasformare in compost, non ha intenzione di accogliere altri rifiuti campani, se prima non vengono saldati i debiti per la precedente monnezza. Un affare da 1,3 milioni di euro per la lavorazione di 7mila tonnellate di rifiuti organici. Per la modica sonna di 185 euro a tonnellata, olte alle spese di trasporto. Qui la domanda nasce spontanea:

  • Se ci sono rifiuti umidi, forse significa che in Campania qualcuno la fa la raccolta differenziata?

  • Il prezzo non è un tantino esagerato visto che si tratta di monnezza da cui la Siem ha tirato fuori materiale da rivendere per lucrarci su?

  • Ma poi noi gliela vogliamo dare davvero la monnezza?

E sì, perchè questa domanda è d'obbligo.

E' vero che in strada ci sono ancora 16mila tonnellate di rifiuti indifferenziati e che il caldo aumenta il rischio di malattie, infezioni ed epidemie. L'azione congiunta di Asia, l'azienda addetta alla raccolta rifiuti, e dell'esercito operano senza tregua per liberare le strade della Campania e sono ben due le discariche (nuove di zecca) pronte ad accogliere la monnezza. La solidarietà del nord serviva in altre occasioni. Quando mancavano i modi e i luoghi destinati ai rifiuti urbani, perchè quelli tossici avevano contaminato tutto.

Quando (e sarà domani) il no di un solo governatore regionale sarà sufficiente a spezzare l'unanimità di chi è disposto ad accogliere i rifiuti del sud, dalla Campania si alzerà una risposta unanime. Grazie, facciamo senza. Chè sarebbe troppo facile lavarsi le mani così, e prendersi la monnezza pulita dopo aver riempito un'intera regione con quella tossica.

Gli psicologi della monnezza

Chiamata a raccolta per 300 psicologi volontari (gli psicologi della monnezza), perchè contribuiscano con la loro somma sapienza di neolaureati ad alleviare i disagi psicologici causati ai meridionali dall'incombenza di dover svolgere la raccolta differenziata (leggi il post di giugno).
L'ordine degli psicologi campano ha scoperto il truschino ordito dal vicesegretario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso (già capo della protezione civile che pagherà le spese per gli spostamenti e la residenza) che avrebbe bussato anche alle porte della "Federazione psicologi per i popoli" del centro nord (guarda il sito ufficiale) per chiedere un'illuminazione dell'ignoranza campana.
Dopo il Corriere della Sera, l'allarme è lanciato oggi dalle pagine di Repubblica (leggi) assieme alla reazione offesa dell'ordine locale.
Claudio Zullo, alla guida di una pattuglia di 3.500 iscritti, ha mandato una lettera al sottosegretario ai rifiuti, proponendo di utilizzare le risorse in campo, un "patrimonio di risorse e competenze", nei diversi ambiti in cui appare possibile e necessario intervenire: psicologia sociale, psicologia delle emergenze, psicologia clinica. Risparmiando anche un bel gruzzoletto di soldini per pagare trasferta, vitto e alloggio a dei neolaureati alle prime armi.
Il mattino (leggi) riporta anche i retroscena: "Già alla fine di gennaio - spiega il presidente dell’Ordine degli psicologi della Campania, Claudio Zullo - lanciammo la proposta di sostenere la cittadinanza attraverso una serie di interventi mirati e di lunga portata. Nessuno ci ha interpellati e ora scopriamo che Bertolaso invierà trecento psicologi del Centro-Nord. È una proposta che condivido, ma credo che per primi dovremmo intervenire proprio noi, visto che non ci manca personale esperto. Senza contare che pur non essendo documentato lo “stress da rifiuti”, è un problema che conosciamo direttamente"
Betolaso, però, ha solo ammorbidito i toni: "In Campania, per fortuna, non dobbiamo affrontare choc psicologici da terremoto né da tsunami. Li abbiamo anche contattati per chiedere di modificare la pagina del sito in cui si parlava con troppa enfasi dei coraggiosi che andranno a Napoli".

Berlusconi:"Emergenza risolta in 2 settimane"

La situazione è sotto controllo, e l'emergenza sarà risolta entro due settimane.
Parola del premier Silvio Berlusconi, in visita oggi a Napoli per la 4° volta in 40 giorni di governo (in media, una volta ogni 10 giorni). E dopo che avrà risolto lui il problema, per Napoli non ci sarà più niente da fare. Nel senso buono, che tutti i problemi saranno definitivamente risolti, a modo suo. Tappando talvolta la bocca a chi protesta in nome di diritti che gli sono riconosciuti dalla costituzione (il lavoro, la salute, la libertà di parola).
Ne è un esempio la manifestazione colorita di 40 "disoccupati organizzati" che protestavano davanti a Palazzo Salerno, a cui le forze dell'ordine hanno impedito con maniere poco amichevoli di accedere in piazza del Plebiscito (guarda il video).
Uno dei manifestanti è riuscito ad eludere la sorveglianza sbeffeggiandoli dal palco che campeggia nella piazza, ma le agenzie di stampa non dicono che trattamento abbia ricevuto una volta sceso. I cinque condotti in questura a Napoli dopo le proteste di oggi a piazza del Plebiscito, sono stati denunciati per "manifestazione non autorizzatà" e poi rilasciati.
Bando alle ciance. Conta il risultato. L'emergenza finirà presto. L'Asia deve soltanto fare la sua parte, e non, come rivela l'articolo del Sole 24 ore (leggi) concedere un giorno di riposo a settimana ai suoi dipendenti.
"Noi - ha spiegato il premier - facciamo lavorare l'esercito, i suoi uomini e i nostri soldati per raccogliere rifiuti 7 giorni su 7. Ma c'è invece un'organizzazione, che è impegnata solo per la raccolta dei rifiuti,che il lunedì, il martedì, il mercoledì e fino al sabato raccoglie 7 mila tonnellate di rifiuti. La domenica,invece, cosa fanno questi signori? Vanno al mare..."
La raccolta straordinaria non conosce pause. Napoli tornerà di nuovo a splendere sopra il ricordo amaro della monnezza che l'ha sommersa per anni. Con una ricetta targata Silvio Berlusconi (leggi l'articolo dell'Asca): Visite nelle scuole per una campagna di informazione sui rifiuti rivolta agli studenti; incontri con la popolazione nelle parrocchie, con l'avallo del vescovo di Napoli; appoggio dei mezzi di informazione. Questa la strada per superare il problema dei rifiuti in Campania.Parola di Berlusconi.
Meno male che Silvio c'è (il video)