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martedì 5 agosto 2008

"Profili" di Pompei

Pompei commissariata, e partono gli stanziamenti dei fondi: 40 milioni di euro. Prima no, non si potevano spendere soldi per costruire bagni e fontanelle senza che il merito dovesse essere riconosciuto a qualcuno in particolare. Adesso però c'è Renato Profili, scelto personalmente dal ministro alla cultura Sandro Bondi, e le cose già cominciano ad andare meglio.
Il supercommissario per l'area archeologica di Pompei si è insediato da qualche giorno, e le cose già cominciano a funzionare.
  • Controllo satellitare sull’intera area degli scavi, grazie a un accordo con l’Agenzia aerospaziale italiana per l’utilizzo del satellite «Venere» per la videosorveglianza

  • riapertura ai visitatori di alcuni siti da tempo chiusi al pubblico, sollecitando la celere assegnazione degli appalti relativi al completamento dei lavori

  • nuovo sistema di illuminazione pubblica da piazza Esedra a Villa dei Misteri, di cui si farà carico il sindaco
  • realizzazione di 20 fontane e di altrettanti bagni forniti di acqua corrente
  • da domenica riaprirà alle funzioni religiose la cappella di San Paolino, perchè quando uno va al museo poi vuole anche ringraziare iddio che non è vissuto a Pompei ai tempi dell'eruzione.
  • Precettazione del personale per rispondere alla carenza di organico, ma niente nuove assunzioni per sostituire chi nel frattemppo è andato in pensione. Profili ha ribadito che intende reperire il personale necessario per la sorveglianza dei siti riaperti nell’ambito degli attuali organici. In alternativa il commissario provvederebbe con l’affidare incarichi a un istituto di vigilanza.
  • Dulcis in fundo, l'esercito a presidiare un sito archeologico (ma questo lo deciderà lo Stato): perchè è più romantico passeggiare nel foro romano, sbirciare le istruzioni per l'uso nel lupanare poco distante da via dell'abbondanza e scorcere poco distante un soldato armato di tutto punto che tutela l'ordine pubblico.

Non so cosa penseranno i turisti di quest'ultima moda italiana per garantire l'apparenza della sicurezza, ma queste cose a Pompei potevano essere fatte anche senza un supercommissario. Bastava mandare i soldi e magari trovare personale specializzato per la tutela di mosaici e pitture esposti alle intemperie. Non mi risulta che alcun turista si sia mai davvero dispiaciuto di trascorrere un'intera giornata immerso in un'altra epoca, attarverso 66 ettari di scavi archeologici, solo perchè qualcuna delle decine di ville nella periferia della città erano chiuse. Il foro, l'anfiteatro, la palestra, le terme, lo stadio e i templi in centro da soli ripagano il biglietto e lo sfrozo della lunga passeggiata.

sabato 5 luglio 2008

Pompei degradata? Ci pensa il supercommissario

Un commissario speciale anche per gli scavi di Pompei. E' l'ultima trovata dell'illuminato ministro alla Cultura, Sandro Bondi, indignato per l'abbandono in cui versa il sito archeologico più visitato dal mondo. E allora, invece di spendere un pò di soldini pubblici per assunzione di personale che adegui i servizi, si inventa un nuovo superstipendio per un altro supercommissario e la sua corte di esperti che saranno impegnati a fare chissà cosa. Secondo le segnalazioni di repubblica (leggi l'articolo) la decisione spetta, nei prossimi giorni, al sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta assieme al sottosegretario per l'emergenza rifiuti Guido Bertolaso, entrambi esperti di archeologia. Tra i candidati più gettonati il prefetto Mario Mori, anche lui archeologo nato.
Le lagnanze sui supposti disservizi degli scavi sono state lette sul libro dei reclami: servizi igienici insufficienti, audioguide mal funzionanti, poche mappe del sito e ancor meno custodi. "E' un'ingiustizia", dicono i collaboratori del soprintendente ai beni culturali della Campania, Pietro Guzzo: "qui lavoriamo per sopperire alle mancanze del ministero, che non integra il personale che va in pensione; e della regione campania, che pormette soldi per le aperture straordinarie e non mantiene".
Il ministro Bondi lo definisce "un atto d'amore nei confronti della cultura". Di cui sarà protagonista "uomo di istituzione", che dovrà occuparsi dei conti, ma anche dell’ordine pubblico e della sicurezza. L’arrivo del commissario aiuterà, assicura Bondi. E servirà a prendere le decisioni che servono per tirare fuori Pompei da una situazione "che definire intollerabile è dire poco".
Tira aria di privatizzazione.
Il boccone è troppo ghiotto.
Ci sono interessi grossi in gioco, ed il conto è presto fatto, incluse le ragioni che sono all'origine del lamentato degrado che è in realtà abbandono e indifferenza:
  • l'area della città romana si estende per 66 ettari, ma soltanto 44 sono stati portati alla luce. Gli altri 22 restano in dolce attesa di fondi per le ricerche, perchè i pochi stanziati bastano appena per conservare i resti già portati alla luce.

  • I custodi sono soltanto 300, insufficienti per coprire la vasta area. Come conseguenza, molte delle "case pompeiane" non sono accessibili perchè prive di sorveglianza.

  • I guardiani notturni sono appena 20 e le telecamere non coprono tutta la'rea archeologica.

  • Nonostante l'emergenza rifiuti abbia spaventato i meno curiosi, Pompei resta il sito archeologico più visistato al mondo: l’anno scorso, 2.571.725 persone hanno staccato il biglietto a Pompei. Da gennaio a giugno 2008, i visitatori sono stati 1.243.839.

  • Il costo del biglietto è di 11 euro.