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martedì 15 settembre 2009

Quando la bellezza viene dal sud

Nelle "calde" serate su Rai1 il pubblico è stato tenuto in sospeso da gaffe e belle ragazze per conoscere chi, delle tante signorine che passeggiavano sulla passerella di Salsomaggiore, avrebbe meritato il titolo della 70° Miss Italia. La palma è arrisa a Maria Perrusi, diciottenne adolescente calabrese, e il secondo posto alla meno fortunata, ma non per questo meno avvenente Mirella Sessa, campana della provincia di Caserta.
Eccole qui, le giovani italiane cariche di sogni e belle speranze. Vengono quasi tutte dal sud, almeno quelle arrivate in finale, e della vita hanno un'idea tutta loro che ancora non si è scontrata con le difficoltà del mondo. O forse si, ma ieri sera hanno cercato di non darlo a vedere. Perché certe serate la vita possono cambiarla davvero, e senza dubbio l'esistenza di Maria Perrusi e Mirella Sessa non sarà più la stessa.

La nuova Miss Italia si chiama Maria Perrusi, è nata a Cosenza il 13 settembre del 1991, ha gli occhi verdi e i capelli castani, è alta un metro e 82 e sta per diplomarsi in Ragioneria: è iscritta all'ultimo anno di ragioneria all'Istituto Pizzini di Paola (Cosenza). La mamma, Lina, è casalinga, il papà, Francesco, è operaio.

Mirella Sessa è nata a Caserta il 13 settembre 1986 sotto il segno della Ver
gine, ma vive a Sessa Aurunca (CE). Occhi verdi, capelli biondi, Mirella è alta m.1,78. Sua mamma Ilda è insegnante, il papà Carmine è geometra. Ha due fratelli, Michele, 29 anni, e Gianluca, 20, e due sorelle, Wanda, di 27, Sara, di 18. Diplomatasi al liceo classico, vorrebbe laurearsi in giurisprudenza e diventare magistrato. Lavora saltuariamente come modella. Sogna di condurre un programma contenitore domenicale. È fidanzato da due anni con Mirko. Ha studiato danza classica per quattro anni, nuoto per cinque, e ora fa palestra. Quest'estate ha partecipato, insieme ad un gruppo teatrale, ad un varietà itinerante in Calabria.

E' la storia di due ragazze normali, con i loro sogni e le loro speranze. In comune hanno il fatto di essere belle e meridionali.

mercoledì 9 luglio 2008

Un concerto trasfromato in campagna pubblicitaria

Lo spettacolo musicale che 30mila napoletani hanno potuto godere dal vivo in piazza del Plebiscito è stato negato a tutto il resto della penisola. Pino Daniele ha messo insieme la band di quando, trent'anni fa (c'erano De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Joe Amoruso), ha esordito nel panorama della musica italiana con il suo stile di ragazzo arrabbiato che racconta tutte le cose che non funzionano, e la diretta Rai si è svolta nel back stage.
"Se proprio bisogna dare una definizione a questo concerto - si legge sulle pagine de Il Gionale (leggi), è stato il trionfo della vitalità di un sound, quello italiano, che va ben oltre le rigide definizioni e riesce a mescolare influenze africane, americane, mitteleuropee in una festa di suoni che nessun Paese del mondo riesce ad avere così nitidi, così netti", peccato che abbiano potuto ascoltarlo solo i pochi eletti che ieri sono scesi in piazza (per la cronaca, doveva trattarsi di un biglietto "pagato" con la spazzatura riciclata, invece è stato venduto a 25 euro!!!).
Tra pubblicità (cinque interruzioni lunghe lo spazio di un'intera canzone) e interventi dietro le quinte, le canzoni "fruibili" dai telespettatori saranno state 4, al massimo 5. Per fare cosa? Per comunicare che? Se lo chiede anche l'articolo di oggi sul quotidiano La Stampa (leggi) .
Trentamila anime in piazza, per ascoltare il sound di un artista icona di Napoli e della napoletanità. Ma la presentatrice, Milly Carlucci, assoldata da una rete televisiva statale che dovrebbe rispondere alle esigenze di chi paga il canone, ha soltanto avuto premura di fare bene la sua campagna elettorale filo governativa.
"Infinite grazie al governo che ha permesso a tutto il pubblico televisivo di godere lo spettacolo" (il concerto era stato spostato dal San Paolo all'Ippodromo e non volevano adargli la piazza per via dell'eemrgenza rifiuti mentre appena la settimana scorsa c'è stato l'ennesimo concerto di un artista straniero), "E' merito del ministro Stefania Prestigiacomo se l'iniziativa di piazza è stata promossa, assieme alla pubblicità per promuovere la raccolta differenziata", e simili. Meno male che ci stanno pensando loro a risollevare Napoli dalle brutture in cui l'ha precipitata la loro monnezza, altrimento non so come sarebbe finita....
Veramente non è ancora finita.
La monnezza è ancora lì.
Le regioni a parole hanno detto di si, si sono spartiti le quantità di monnezza ed hanno preventivato le entrate per arrotondare il loro budget. Però la monnezza è ancora lì.
Il pubblico deluso che ieri sedeva davanti al televisore, e quello in piazza hanno visto con una certa amarezza l'accostamento tra Pino Daniele e Gigi D'Alessio. Perchè D'Alessio è un grande artista di fama internazionale, ma rappresenta l'altra faccia di Napoli. Quella che sta cambiando.
Un fan di Pino Daniele, soprattutto del giovane Pino Daniele che ha esordito sui plachi di Napoli con le canzoni J' so' pazz e o' Scarrafone, è lontano anni luce dall'universo musicale un pò neomelodico e un pò commerciale del suo compeaesano.
Quando i pianeti diversi si avvicinano troppo succede sempre qualcosa. Ieri sera, i fischi di piazza del Plebiscito sono stati per D'Alessio. Ma lui ha accettato la sfida, ed ha intonato il suo duetto con Pino Daniele. Ha cantato o' scarrafone. E chissà cosa pensava.
Inizia oggi il "Vaimò" Tour.