Le vicissitudini che sta affrontando in questi giorni la mozzarella di bufala Dop prodotta nei caseifici campani si trasformano nell'avventura che vale un tesoro. Quello derivato dai proventi d'oro originati dall'export internazionale di un prodotti tipico di alta qualità.La bomba è stata lanciata la scorsa settimana dalla Corea del Sud, che ha bloccato alla dogana la partita di mozzarella campana avanzando sospetti sulla qualità del prodotto. "E' paradossale - commenta il Governo italiano sulle pagine de La Stampa di oggi - la Corea blocca le importaziopni ma noi là non esportiamo niente".
Gli altri stati non lo sanno e, per tutelare la salute dei cittadini che si "nutrono" di diossina mentre camminano, fumano una sigaretta o svolgono una qualsiasi azione nelle affollate città metropolitrane del mondo, sono seguiti a ruota libera gli Alt da p
arte di Giappone, Russia, e la stessa Unione Europea (capolista la Francia, che ha deciso di effettuare ulteriori controlli).In questi giorni i quotidiani nazionali si affaticano a ritirare la mano colpevole dopo aver lanciato il sasso della bolla mediatica che ha innescato una fobia paragonabile solo a quella dell'aviaria: parlano di paura immotivata causata da una cattiva informazione, ma sono loro i mezzi di informazione a cui i lettori/telespettatori hanno attinto per capire cosa si nasconde dietro la vicenza mozzarella Dop. Che la smettessero almeno di titolare "caso rifiuti" e "la nuova emergenza".
Il Cnr avverte: "Per parlare di danni alla salute bisognerebbe mangiare 7 chili di mozzarella al giorno"
Ieri sulle pagine di Repubblica, oggi su la Stampa, i giornalisti si affaticano a rassicurare che "le Dop sono sicure". E per farlo intervistano gli esperti del settore.
"Non è che la diossina non esiste nella mozzarella - fa notare il ministro per le politiche agricole Pa
olo De Castro - è il problema che non esiste. Forse non tutti hanno ancora chiaro che la diossina è ovunque, anche nella carne e nel pesce". Si tratta di dosi controllate, stabilite dai rigidi standard europei. "Per essere tranquilli - suggerisce De Castro - è sufficiente acquistare i prodotti del consorzio di tutela che hanno standard ben precisi ed effettuano controlli regolari".Ieri Repubblica ha intervistato l'infettivologo Luigi Atripaldi. la sua testimonianza di studioso mette precisi paletti e fa chiarezza sul rischio fraintendimenti:
- I rifiuti non sprigionano diossina. Questo può verificarsi solo nel caso di incendi e in presenza di temperature molto elevate
- Non ci risulta un incremento di patologie infettive a seguito di questo periodo di cri
si. E la situazione sta anzi migliorando. - Sulla questione mozzarella occorre spostare l'attenzionne sul grado di inquinamento ambientale che riguarda le campagne di tutta Italia, non solo della provincia di Napoli, per l'utilizzo derlle discariche abusive e di evebntuali sversatoi non autorizzato.
- L'attenzione nazionale sulla mozzarella di bufala è massima: il Ministero sta effettuando analisi mirate e il prodotto campano dop può consifderarsi suffientemente sicuro.





