venerdì 25 luglio 2008

Differenziata autogestita

A chi li accusa di inciviltà e ignoranza, i cittadini di Napoli rispondono con i numeri: quelli dalla campagna autogestita di raccolta differenziata porta a porta organizzata dai disoccupati impegnati nel progeto Isola: in pochi giorni sono stati raccolti oltre 30 quintali di rifiuti, raccolti nella zona che va dai Decumani, al corso Umberto, a piazza Dante, ed è partita due settimane fa con 150 volontari sono confluiti nell'isola ecologica di piazza Dante.

Ma c'è di più: sono circa 1.000 le famiglie che si sono dette favorevoli alla prosecuzione dell'iniziativa, pari al 95% degli abitanti del centro storico napoletano, e dalla prossima settimana il progetto coinvolgerà anche Gianturco nella periferia est della città.


"Abbiamo dimostrato - hanno più volte ribadito i responsabili del progetto - che i cittadini napoletani, almeno quelli del centro storico, sono ben disposti a differenziare i propri rifiuti, a contribuire in qualche modoperchè sia superata definitivamente l’emergenza". I disoccupati del progetto Isola, anche grazie a questamanifestazione, chiedono di poter essere stabilizzati a livello occupazionale nel settore ambientale, nel quale svolgeranno il corso di formazione regionale.

mercoledì 23 luglio 2008

La mazza e la scopa

"Abbiamo utilizzato la stessa scopa, ma stavolta è cambiata la mazza", ha ironizzato oggi Berlusconi, facendo notare che, con le competenze di Guido Bertolaso, il suo governo era riuscito a risolvere una situazione in cui in toppi hanno fallino. Le foto della Emmeviphot, però, prive di didascalia a eccezione della dicitura "situazione in via pasquale leonardi cattolica, zona Coroglio, mostrano tutt'altra situazione della quiete dopo la tempesta. Ma, sentendo le accuse del premier, sono giornali come Il Messaggero e Repubblica a non aver dato abbatanza risalto all'evento, e non il suo intervento che è stato ipotecato come spot pubblicitario per le prossime elezioni politiche.
Un ringraziamento all'esercito, a quei giovani che hanno scelto di prestare giuramento allo Stato per difenderlo e sono stati retrocessi al livello di spazzini (pardon, collaboratori ecologici) pronti a usare la violenza contro la popolazione inerme che protesta contro la militarizzazione della sua terra trasformata in sversatoio della provincia. "Quando ho spiegato alle Forze dell’ordine che si trattava di un’emergenza e di una tragedia nazionale si sono galvanizzati ed hanno aderito con slancio al nostro progetto", ha detto Silvio. Ma a me queste parole fanno immaginare gli occhi iniettati di sangue di chi esegue gli ordini senza pensare ai risvolti che hanno sulla popolazione civile.
Napoli, però, sarà trasformata "nella città più pulita d'Italia".
Dopo i ringraziamenti, un buon pastore deve anche tirar fuori l'insegnamento morale, e ha sottolineato l’importanza di imparare una lezione come quella di Napoli affinchè nel futuro "tragedie simili non accadano più" . Una promessa? Una minaccia? O tutte e due?
I suo pensiero torna all'Impregilo che "ha subito una vera e propria aggressione da parte della magistratura" (l'Impregilo è già stata condannata in secondo grado per la mala gestione dei finanziamenti per la realizzazione del termovalorizzatore, e la corte di cassazione ha respinto la sentenza solo per imperfezioni di forma nella condanna), ma lui racconta di averli convinti a continuare il lavoro e spiega che "un termovalorizzatore inquina soltanto come quattro macchine, quindi è questa la via da seguire".(Fonte Ansa)
Il mio pensiero va ai tanti bambini che respirano l'aria inquinata dal termovalorizzatore di Brescia e si ammalano di tumore. A Sgarbi sindaco di Salemi che decide di non autorizzare più i mulini a vento che trasfromano l'energia eolica in elettrica perchè rovinano il paesaggio. Alle centrali nucleari francesi che hanno fatto registrare quattro guasti in meno di due mesi, e vedo Berlusconi che stringe la mano a Sarkozy chiedendogli di indirizzarlo lungo la strada del nuclerare...

La leggenda del pomodorino del piennolo

Si narra che, alle falde del Vesuvio, un ricco grappolo di pomodorini rossi e vivaci, numerosi e leggermente allungati, vivesse assieme alla sua gente in piccoli appezzamenti di terra a circa 300 metri dal livello del mare. Qualcuno racconta anche che nessuno gli desse da bere ma lui, testando, continuava a restare lì: rosso e duro assieme agli altri pomodorini come lui.
Dalla Cina hanno provato a imitarlo, ma non è la stessa cosa.
L'assessore all'Agricoltura della provincia di Napoli, Francesco Emilio Borrelli, ha deciso di premiarlo candidando "il pomodorino del piennolo" in un prodotto Dop.
"Credo che a Bruxelles non avranno particolari problemi a riconoscere la D.O.P. del pomodorino del piennolo, e auspico un impegno costante e comune di tutte le istituzioni nel sostenere il Ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, nel tentativo di ridurre al massimo i tempi e ottenere al più presto il riconoscimento", ha detto Borrelli. E intanto promuove fino al 27 luglio la degustazione del pomodorino del piennolo sul Vesuvio assieme all'azienda agricola locale, le assoristoratori-Fipe Napoli e il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, che nei due primi giorni di attività ha già contato circa 2mila assaggiatori tra i turisti in gita al cratere che domina il capoluogo campano.
Nei week end sono possibili anche visite guidate per assistere alla raccolta e alla manifattura del pomodorino tipico della zona, con forma a pera, che viene raccolto e composto in grossi cespi tenuti insieme da unacorda, per essere lasciato maturare al sole fuori da balconi e finestre e arricchire i sughi invernali. I ristoratori locali contribuiscono all’iniziativa offrendo menù a base del prodotto.

martedì 22 luglio 2008

Napoli, città del quarto mondo

Napoli era un paese del Quarto mondo (leggi l'articolo di Cronache del Mezzogiorno), adesso è tornata ad essere un posto civile. Finalmente il capoluogo campano è reincluso nell'albo delle città occidentali grazie all'intervento salvifico del premier italiano che dopo soli 58 giorni di governo ha democraticamente ripristinato il potere dello Stato al posto dell'anarchia di mala - amministrazione e connivenza camorristica.
Ieri un servizio di "Speciale Studio Aperto" ha ripercorso le tappe del disastro, fino all'apoteosi di pochi giorni fa. Un inno al successo e alla perfezione, per rilanciare la città gioiello che senza la mano tesa di Santo Silvio non si sarebbe mai salvata dalla sua inciviltà.
Il servizio, però, ha dimenticato di dire qualcosa:

giovedì 17 luglio 2008

Qual'è la vera faccia di Napoli?

Qual'è la vera faccia della Campania?

Faccio appello ai "venticinque lettori" di manzoniana memoria. L'emergenza rifiuti è davvero finita? Tv, giornali e la stessa agenzia di stampa dicono a gran voce che la monnezza è solo un brutto ricordo. I miei occhi dicono che non è così, ma forse ho problemi di vista. Il mio appello è a improvvisarvi fotoreporter di tutto quello che resta non detto dalla stampa nazionale. La controinformazione arriva dalla gente.
Mandatemi una e-mail a

Anonimato garantito, salvo differente richiesta.

L'emergenza che non c'era

Per la prima volta mi trovo senza parole. Perchè non ci sono parole per esprimere la rabbia e la sfrustrazione di chi si sente preso in giro. Salgono tutti sul carro del vincitore, perchè nessuno si accorge che nella "questione monnezza" siamo tutti sconfitti .
Dalle pagine del quotidiano di famiglia, Il Giornale (leggi), si inneggia che "è passat a nuttata". Berlusconi domani annuncerà che la munnezza in mezzo alla strada è solo un brutto ricordo, perchè lui le mantiene le promesse.
Sulle pagine del blog del Governatore (guarda) Bassolino sorridente ci dice che siamo sulla strada giusta per la svolta. Che l'aveva detto, lui, che sulla monnezza non bisognava dividersi politicamente. Ci possono mangiare quelli di destra come quelli di sinistra...
E non soltanto quando c'è l'emergenza.
Anzi, la monnezza fa guadagnare un sacco di soldi anche quando è gestita legalmente. Voi cittadini delle altre regioni d'Italia, che siete lì lì per sprofondare nello stesso degrado da cui oggi Napoli sta per rialzarsi, seguite il percorso che ora la Campania ha intrapreso con successo: costruire tantissimi inceneritori.
"L’emergenza rifiuti non è finita, come sanno bene i cittadini campani. E Berlusconi farebbe bene, per rispetto verso di loro e verso la verità, ad evitare improbabili sceneggiate a metà tra fiction e propaganda". Roberto Della Seta, senatore del Pd e capogruppo in commissione Ambiente, commenta così l’annuncio del premier che l’emergenza rifiuti è finita. "Il Presidente del Consiglio eviti allora di scimmiottare le leggendarie simulazioni del Duce, che per mostrare un Italia inesistente spostava le flotte aeree a seconda del passaggio dei potenti stranieri, spostando la mondezza nelle strade lontane dagli occhi dei ministri".

mercoledì 16 luglio 2008

L'emergenza rifiuti finisce ufficialmente venerdì, secondo il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che in quel giorno farà il suo discorso ufficiale davanti alla platea del Consiglio dei Ministri. Un discorso un pò troppo autoreferenziale, per un pubblico eccessivamente di parte. Lo fa notare anche la Commissione europea che bacchetta per l'ennesima volta il sedicente premier (sedicente perchè, secondo la costituzione che per fortuna non è ancora stata ca,biata, in italia non esiste un premier): una bacchettata
non sulle impronte digitali ai Rom (già fatto),
non sul conflitto d'interesse (già fatto),
non sull'aiuto di stato all'Alitalia camuffato da prestito (già fatto),
non sull'emendamento salva Rete4 (già fatto).
Una bacchettata sul modo poco democratico e comunque ancora poco efficace di affrontare la questione rifiuti. Lo dice anche l'articolo su Repubblica (leggi) che riporta le parole del commissario europeo ai rifiuti: "Servono i fatti, non le parole".
E sì, perchè in Italia ci si lascia incantare facilmente da un sorriso a 32 denti e si prende per oro colato tutto quello che racconta la Tv. Una televisione privata, di cui è proprietà il presidente del consiglio; e una televisione di stato, che è gestita dal governo, quindi dal presidente del consiglio. Che da domani cominceranno a propinarci le facce sorridenti di napoletani felici per la fine di un incubo. Ma è davvero così?
In Europa ci vanno con i piedi di piombo a dare giudizi affrettati. A maggio la Commissione ha avviato una procedura di infrazione contro il governo sulla gestione dei rifiuti in Campania. "Berlusconi può dire che il problema è risolto, può dire ciò che vuole, ma per noi contano i risultati: la procedura di infrazione rimane aperta" dice Barbara Hellferich, portavoce del commissario all'ambiente Stavros Dimas. "Il governo deve realizzare il piano, non basta presentarlo, deve dimostrare che la soluzione indicata risolve il problema a lungo termine, con una gestione corretta dei rifiuti e la creazione del termovalorizzatore".