martedì 3 giugno 2008

Pollica, la perla blu del Cilento

Un tuffo dove l'acqua è più blu? Facciamo un giro a Pollica - Acciaroli, al secondo posto per il mare più azzurro dopo l'isola del Giglio. I due piccoli comuni che bagnano le loro spiagge nella Costa del Cilento, in provincia di Salerno, salgono la classifica della Guida Blu 2008, l'annuale rapporto di Legambiente, pubblicato dal Touring Club Italiano, che premia quelle località che alla bellezza del paesaggio e alla qualità delle acque, coniugano una corretta gestione del territorio, interventi e politiche in linea con il rispetto dell'ambiente e una buona funzionalità dei servizi.
Del resto della costa tirrenica che bagna la campania, però, non parlliamo male. La Guida Blu premia i comuni che si sforzano per migliorare il servizio di offerta e accoglienza turistica oltre che "il mare più blu". Località balnerari come la penisola Sorrentina (da Vico Equnse fino alla stessa Sorrento) o la costiera Amalfitana (da Vietri sul Mare alla Conca dei Marini) incantantano l'osservatore rapito dai dirupi a strapiombo sul mare più azzurro di un acquario, la grotta azzurra incanta l'osservatore disposto a pagare il lauto compenso richiesto per un giro di pochi minuti nel piccolo incavo di Capri mentre Ischia è meno nota solo dal punto di vista mediatico: chi ha conosciuto quei lidi non può non tornare.
Onore al merito, però. Pollica e Acciaroli tengono alto il nome della Campania ripudiata dove piccoli e grandi comuni si danno da fare per promuovere il turismo sviluppando iniziative, attrattive, qualità dell'ambiente e nuovi luoghi da scoprire.

Brambilla: Rilanciamo il turismo, a cominciare da Napoli

Comincerà proprio da Napoli il lavoro di rilancio del turismo in Italia, che la cattiva informazione ha tentato di affossare disegnando nell'immaginario dell'opinione pubblica l'intera Campania come una discarica a cielo aperto.

Il problema dei rifiuti ammonticchiati agli angoli delle strade e che spesso ostruiscono il traffico non è un'invenzione. Ma smettiamo di parlare di emergenza. La monnezza c'è da quando si è cercato di strappare la gestione dei rifiuti dalla mani della camorra e nessuno è stato più in grado di gestirla.
Quelli che ci provano finiscono prima o poi indagati, perchè si lasciano sedurre dalle lusinghe della soluzione facile (ne sono una prova, tra gli ultimi, Bassolino e Pansa). Ma vogliamo raccontare un'altra storia. La voglia di riscatto in nome dell'onestà, della storia, della cultura, della bontà e del gran cuore che caratterizza la gente della Campania intera.
"Campania felix" l'avevano chiamata i romani, e sotto il Vesuvio, presso le salubri acque termali di Castellammare o nelle ville di Capri e Pompei imperatori e patrizi si dilettavano oziando.

Questa è un'altra storia, però.

La storia di oggi parla dell'istituzione di un'unità per rilanciare l'immagine dell'Italia nel mondo. Nei prossimi giorni si inocntreranno proprio a Napoli le varie categorie impegnate nella gestione e promozione del turismo. Coordinati dal sottosegretarp al turismo Michela Vittoria Branbilla, si attiveranno «per recuperare il filo degli snodi che collegano il nostro paese ai tour operator internazionali e per ricominciare a vendere l’Italia agli italiani».
Sencondo l'Ansa la Brambilla punta a un’azione ad ampio raggio che tocchi i numerosi punti dolenti del comparto turistico nazionale, l’unico però in grado, ha precisato, «di raddoppiare il fatturato». «Noi non siamo secondi a nessuno per ricchezze di eccellenze di storia,arte, cultura, enogastronomia, design, moda - ha detto il sottosegretario - In un territorio relativamente piccolo, solo dal punto di vista paesaggistico, andiamo dalla bellezza delle Dolomiti all’Isola di Capri, e offriamo una poliedricità che non si trova in nessun altro paese», dalle meraviglie delle città d’arte allo shopping alle spiagge. Ora l’immagine dell’Italia, ha proseguito la Brambilla, «ha perso un pò di smalto, un trend iniziato da qualche anno e la questione dei rifiuti campani, finita sulle prime pagine dei giornali stranieri, ha inferto un duro colpo». Da qui la necessità e la priorità di «sostenere, promuovere e rilanciare l’immagine di un paese dalle grandi ricchezze». E quindi «l’istituzione di un’unità dedicata, con sue risorse e sue strutture, che lavorerà partendo ovviamente anche dalla Campania e da Napoli - ha annunciato il sottosegretario - dove mi recherò entro pochi giorni per un incontro con tutti gli operatori del settore e le categorie per cominciare a fare il punto della situazione e vedere di programmare strategie,affinchè la città torni a essere nel brevissimo periodo bella e fruibile come era prima».

venerdì 9 maggio 2008

Bassolino vs De Luca: politici a confronto

Salerno isola felice della Campania assediata dai rifiuti?
Tutto merito di Vincenzo De Luca, per la terza volta primo cittadino di Salerno. Nella classifica dei sindaci italiani è al primo posto tra i politici più amati dai propri concittadini, ed ha incrementato il numeo di consensi di 18 punti percentuali. Meglio anche del torinese Sergio Chiamparino, che quest’anno si è piazzato solo al secondo posto. De Luca ha vinto al primo turno le amministrative del 2006 con una lista civica, ma alle recenti politiche ha votato per il Pd. Sono della stessa pasta, lui e Rosa Russo Jervolino, ma hanno un diverso modo di applicare alla realtà gli obiettivi dello schieramento a cui appartengono.
Cresciuto politicamente nelle fila del Partito Comunista e orgoglioso di dire che “L’esponente più a destra, in consiglio, sono io”. Otto anni fa ha istituito le “ronde”: pensionati ex carabinieri ed ex sindacalisti presidiano i parchi e le aree pubbliche armati di cellulare. I venditori ambulanti extracomunitari sono stati trasferiti in un mercato etnico, ma chi continua ad essere abusivo è subito arrestato. Pulizia anche lungo le strade del lungo mare sulla via di Pontecagnano, dove in passato si davano appuntamento prostitute di tutte le nazionalità con i loro affezionati clienti.
A metà gennaio l’ex presidente del consiglio Romano prodi gli ha conferito i poteri di commissario per la realizzazione per l’impianto di trattamento finale dei rifiuti e, in poco più di tre mesi, il progetto è pronto: individuata l’area dove sorgerà il termovalorizzatore, i lavori saranno avviati con il supporto tecnico fornitogli dal sindaco di Torino.
Cavaliere senza paura, una macchia ce l’ha anche De Luca. Ma il parlamento ha avuto cura di cancellarla: alla vigilia di Natale del 2005 la procura di Salerno notifica un avviso di garanzia all’allora ex sindaco, diventato deputato Ds. L’accusa di associazione per delinquere, concussione, truffa allo Stato e abuso d’ufficio trattava torbide vicende di appalti truccati. Il Gip invia alla Camera la richiesta di autorizzazione all’utilizzo di intercettazioni che incriminano l’onorevole diessino, ma in febbraio la Giunta per l’autorizzazione a procedere boccia la richiesta e De Luca esce pulito dalla vicenda. Più pulito, certo, del collega: Antonio Bassolino, amatissimo dai napoletani per i 10 anni di governo cittadino in cui ha cambiato la faccia al centro storico della città, è stato rinviato a giudizio per la seconda volta a gennaio 2008 nell’inchiesta sulle presunte irregolarità sul ciclo dei rifiuti in Campania. Nell’avidità di accaparrarsi tutte le cariche a disposizione ha dimenticato una regola essenziale: il grande segreto per farsi amare dal popolo napoletano è regalargli qualcosa. Anche solo sogni che non svaniscano all’alba.

Napoli – Salerno sola andata

Napoli – Salerno. Cinquanta chilometri di autostrada dividono i due capoluoghi di provincia di una stessa regione. Stessa storia, medesima cultura e abitudini, identico clima mediterraneo e avventure da città di mare. A un certo punto della storia, però, qualcosa le divide. La questione rifiuti. L’allarme diossina. Un diverso modo di fare politica e amministrare la cosa pubblica in nome del bene comune o di pochi eletti.
Da una parte c’è Napoli, fu Partenope: adagiata ai piedi del Vesuvio, bagnata dalle acque del golfo, è sempre stata capitale culturale e politica del sud Italia. Nel Settecento, prima dell’invasione garibaldina, la capitale borbonica era una delle tre città più ricche e sviluppate d’Europa assieme a Londra e Parigi. Un furto da milioni di ducati che ha causato il crollo economico e la nascita della centenaria Questione meridionale.
Un po’ più a sud, spiaggia ultima della costiera amalfitana, il porto dà accesso a una cittadina ordinata, pulita, moderna come una piccola Svizzera. Non sembra neanche di trovarsi nella stessa regione, ma si tratta soltanto di Salerno: 150mila abitanti e una provincia che si estende per 4.917 chilometri quadrati e abbraccia 158 comuni. È conosciuta per la sua Scuola medica salernitana del IX secolo, che fu la prima e più importante istituzione medica d'Europa all'inizio del Medioevo ed è considerata da molti un'antesignana delle moderne università.
Napoli e Salerno: nei giorni di un’emergenza rifiuti che alla vigilia dell’estate si carica delle tinte più fosche a causa del rischio colera i due capoluoghi campani diventano sempre più distanti. I cumuli di spazzatura che si ammonticchiano ai lati delle strade del capoluogo partenopeo e invadono la provincia sono lontani anni luce dalle pulite e ordinate stradine di Salerno e vicinato. Lì si pratica seriamente la raccolta differenziata, i cittadini sono un po’ più coinvolti nella cosa pubblica e le discariche funzionano davvero. Ma è soprattutto questione di numeri, e in troppi lo dimenticano
La densità demografica nella provincia di Salerno è di 224 abitanti per chilometro quadrato, ospitati in una ampissima superficie di regione che include anche il Parco del Cilento, riserva naturale da vent’anni. Napoli, con il suo milione e più di abitanti, fa registrare una densità di 8.400 abitanti per chilometro quadrato: quasi quanto una città della Cina. Più di 3 milioni di residenti sono ospitati in tutta la provincia, divisi in appena 92 comuni su mille chilometri quadrati. E una produzione di rifiuti solidi urbani che supera le 6mila tonnellate al giorno. La raccolta porta a porta timidamente accennata in poche comunità locali a partire dall’inizio, in città non supera il 7%.
“Colpa di Bassolino”, si mormora. “E della sua compare, la Jervolino”. La Comunità Europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia di Lussemburgo per la questione rifiuti di Napoli. Un problema che va avanti da 14 anni e che di tanto in tanto diventa moda mediatica. Stavolta ha fatto cadere il governo Prodi. Secondo il commissario dell'Unione Europea all'ambiente Stravos Dimas “l'Italia deve dare priorità all'elaborazione di piani efficienti e alla realizzazione delle infrastrutture di raccolta e di trattamento necessarie per attuarli correttamente”. Il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino è stata avvertita del deferimento dal suo staff. Le motivazioni di Dimas sono state dure soprattutto si mostra alquanto pessimista nel dire che "la Campania é lungi dal poter creare un sistema di gestione efficiente che consenta la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Inoltre, le autorità italiane si sono rivelate incapaci di indicare un calendario chiaro per il completamento e la messa in servizio degli impianti di selezione, delle discariche, degli inceneritori e delle altre infrastrutture necessarie per risolvere i problemi dei rifiuti che affliggono la regione".
San Gennaro, a Napoli, ha rispettato la scadenza. Il sangue del patrono si è sciolto con puntualità alla preghiera degli oranti. Il supercommissario Giovanni De Gennaro, riconfermato in carica per ancora due settimane, si prova a vincere con la forza l’opposizione dei cittadini alla creazione di una nuova discarica che vada ad aggiungersi alle centinaia di siti di stoccaggio provvisorio e di discariche abusive. A Pianura come nel casertano i rifiuti tossici prodotti dalle fabbriche di tutt’Italia stanno causando il proliferare di tumori e problemi respiratori tra la popolazione.
A pochi chilometri di distanza ci sono i comuni virtuosi della raccolta differenziata. Mercato San Severino, Monitoro, Pagani, Nocera e altre cinquanta città della provincia di Salerno hanno superato il 60% di raccolta differenziata. Le altre cittadine, soprattutto nel Cilento, sono avvantaggiate dall’ampia disponibilità di spazi e dalla bassa densità demografica, mentre la situazione si complica nell’agro noverino sarnese per la vicinanza al napoletano e la quantità di abitanti. Ma anche in questo caso la situazione è sotto controllo e presto sorgerà nel salernitano un termovalorizzatore per il recupero della quantità di rifiuti che non è possibile recuperare. Decine anche i siti di recupero degli imballaggi: Scafati ospita l’azienda di carta, plastica e vetro. Per il compost si stanno ancora attrezzando, ma le fertili terre del pomodoro San Marzano non attenderanno a lungo.

martedì 15 aprile 2008

La mozzarella di Sofia Loren


Su "Chhi" di questa settimana Sofia Loren mette in guardia i suoi fan: "Giù le mani della mozzarella".

L'articolo di Nicoletta Sipos è il servizio di apertura del settimanale cult della Mondadori:

"Se la provo? Ma certo... che cosa può esserci di male nella mozzarella?" Sofia Loren, la diva che tutto il mondo ci invidia, si confronta con la mozzarella.

Chi ha l'abitudine di intimidire i Vip con l'arma dei latticini di bufala, come se si trattasse di un'arma radioattiva!


Sofia sembra davvero divertita all'idea di fare una foto con quella piccola palla bianca e morbida, giusto per smontare le polemiche di questi giornisulla delizia gastronomica campana per eccellenza. E con molto spirito sta al gioco. "Me la faccia vedere meglio, questa meraviglia"

La Loren controlla che si tratti veramente di mozzarella di bufala dop che, grazie ai controlli ancora in corso in questi giorni, è l'unico prodotto italiano che può definirsi veramente sicuro. Nessuno ci assicura la qualità degli alimenti padani, irrigati con le acque più inquinate d'Italia (vedi l'Espresso, febbraio 2008)


"Ha l'aria di essere fresca - continua Sofia - Per una foto poso volentieri, se può dare una mano a Napoli. Del resto, io la mozzarella continuo a mangiarla tutti i giorni. Questo fracasso allarmistico non mi spaventa affatto". ....

D. "Che cosa pensa dei problemi di Napoli, dall'immondizia alla diossina?"

R. "Finiamola di parlare male della mia città. Le critiche di queste ultime settimane mi hanno fatto male al cuore. Napoli rappresenta l'Italia in tutto il mondo. E io sono orgogliosa di essere italiana e napoletana. Napoli ha grandi risorse, che le permetteranno di rinascere. Non meritava certo una campagna denigratoria così feroce e non la meritava certo al sua gente, che è bella dentro e fuori".

Storie di termovalorizzatori